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Roma

Papa Francesco: la protezione dei mari e degli oceani sia priorità

Anche il Pontefice ha risaltato l'importanza della protezione dei mari e degli oceani, e delle cooperazioni tra politici, scienziati ed economisti a tal fine.

Ambiente
Pubblicato il 31 agosto 2019, alle ore 19:09

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Papa Francesco: la protezione dei mari e degli oceani sia priorità

Anche Papa Francesco ha a cuore la salute degli oceani, dei mari e della relativa fauna: nell’appello video dedicato alle intenzioni di preghiera relative al mese di Settembre, il Pontefice ha sottolineato l’importanza della natura, precisando che “la Creazione è un progetto dell’amore di Dio all’umanità, la nostra solidarietà con la ‘casa comune’ nasce dalla nostra fede“. La sua preoccupazione è rivolta alla tutela dell’ecosistema marino: “preghiamo in questo mese perché i politici, gli scienziati e gli economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani“.

Il tema della salvaguardia dei mari è quantomai attuale: l’acqua dei nostri oceani è purtroppo gravemente influenzata dai cambiamenti climatici, così come dalle azioni dell’uomo come la pesca non regolamentata, le trivellazioni e le estrazioni minerali, senza dimenticare la quantità immensa di plastica che si riversa nei mari.

Inoltre l’acqua assorbe il carbonio che è presente in superficie, riversandolo nelle profondità marine, riducendo così la CO2 nell’atmosfera: custodire il patrimonio oceanico del nostro pianeta è dunque fondamentale per una miriade di fattori, incluso l’imminente pericolo di estinzione dei meravigliosi uccelli marini, squali, tartarughe e mammiferi.  

Numerose sono le associazioni internazionali che stanno facendo di tutto per proteggere il mondo acquatico ed al contempo sensibilizzare la popolazione, come Greenpeace che ha aperto una petizione da firmare nel sito ufficiale e si preoccupa di diffondere il rapporto denominato “30X30 A blueprint for ocean protection” in cui viene dimostrato scientificamente che almeno il 30% degli oceani abbia necessità urgente di protezione entro il 2030 per permettere un equilibrio degli ecosistemi marini e di conseguenza della Terra stessa.

Inoltre, le donazioni sono fondamentali per permettere gli studi scientifici e le documentazioni delle flotte dell’associazione spedite in alto mare, altrimenti irraggiungibili ad occhio nudo.

Anche il WWF sta facendo il possibile per sanare questa drammatica situazione tramite l’articolazione di aree marine gestite in maniera responsabile a livello collettivo, così come la diminuzione degli effetti negativi delle industrie del settore delle materie prime e l’attuazione della Convenzione di Parigi che mira al riduzione di 1.5 gradi del riscaldamento globale, per aiutare le barriere coralline in grande difficoltà. Inoltre, mira a consolidare le cooperazioni internazionali finalizzate alle amministrazioni marine, oltre al lancio di un accordo internazionale con basi giuridiche, che miri alla sostenibilità e alla prevenzione delle forme di vita presenti in alto mare.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Ciò che le persone hanno necessità di comprendere è che la salvaguardia degli oceani non riguarda prettamente la tutela di un settore limitato e specifico della natura, bensì interessa TUTTI NOI: se infatti l'equilibrio di un ecosistema come quello marino viene a mancare, di conseguenza le ripercussioni si estenderanno a tutti gli esseri viventi, compresi ovviamente noi che facciamo parte integrante della natura. Non siamo una specie a sé stante che può vivere autonomamente e indipendentemente dal resto della natura: gli elementi base chimici e fisici che ci permettono di esistere, respirare, metabolizzare e quindi sopravvivere sono gli stessi che orchestrano le vite di tutti gli abitanti della Terra, per cui anche chi non avesse particolarmente a cuore il tema ambientalista ed ecologista dovrebbe sentirsene coinvolto, se non altro per evitare di concorrere ai drammatici effetti che si avranno se non si farà al più presto il massimo per fermare questa terribile situazione.

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