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Palau, creme solari inquinanti al bando dal 2020

Dal 2020 nella Repubblica di Palau, piccola isola nell’Oceano Pacifico, verrà bandito l’uso di creme solari inquinanti per salvaguardare la barriera corallina. È la prima nazione al mondo a farlo.

Ambiente
Pubblicato il 5 novembre 2018, alle ore 15:47

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Palau, creme solari inquinanti al bando dal 2020

La Repubblica di Palau, piccola isola nell’Oceano Pacifico, sarà la prima al mondo a vietare l’uso delle creme solari inquinanti; queste misure sono state prese per salvaguardare la barriera corallina e saranno applicate dal 2020, anticipando la decisione delle Isole Hawaii di vietarle a partire dal 2021.

La Repubblica di Palau è all’avanguardia nella tutela dell’ambiente già da anni: ha vietato la pesca a scopi commerciali nelle sue acque territoriali; nel 2009 ha creato una zona marina protetta che consiste nel primo santuario degli squali al mondo; l’anno scorso ha introdotto il “Palau Pladge, ovvero una vera e propria promessa da firmare e stampare sul passaporto, attraverso la quale i visitatori si impegnano a salvaguardare l’ambiente.

Le barriere coralline costituiscono un ecosistema molto delicato, fortemente influenzato dalla tossicità di alcune sostanze chimiche. Quella della Repubblica di Palau è una destinazione molto ambita, perfetta per le escursioni subacquee; si trova a nord dell’Australia e ad est delle Filippine. A causa del crescendo del turismo e della notorietà dell’isola di Palau, il governo è molto preoccupato per le sue bellissime barriere coralline e così ha applicato la misura del divieto di alcune creme solari, poiché alcuni ingredienti causano lo sbiancamento dei coralli anche in piccole dosi.

È stato stimato che ogni ora giungono quattro imbarcazioni cariche di turisti nei siti di immersione della Repubblica di Palau, causando il riversamento nell’oceano di litri di filtri UV che nuociono ai coralli; questa nazione non vuole arrivare ad essere costretta a chiudere le sue spiagge, come è già successo nelle Filippine, in Indonesia e in Thailandia, a causa della morte irreversibile delle barriere coralline.

Nel divieto rientrano le creme solari che contengono uno o più ingredienti compresi in una lista di 10 ingredienti chimici tossici; in questo elenco le sostanze più pericolose sono oxibenzone, octocrilene, octinoxato e altri parabeni, colpevoli di predisporre i coralli a un processo di sbiancamento più rapido. Purtroppo queste sostanze nocive si trovano in circa la metà dei filtri solari in commercio e possono provocare danni anche entro un raggio di cinque chilometri.

Le creme solari con questi ingredienti, a partire dal 2020, non potranno più essere vendute sull’isola, pena una multa di 1000 euro ai negozianti, mentre, nel caso venissero trovate in possesso dei turisti, verranno confiscate. Craig Downs, direttore esecutivo dell’Haereticus Environmental Laboratory delle Hawaii, si è complimentato per le iniziative della Repubblica di Palau per la salvaguardia della flora e della fauna marina e ha consigliato a tutti i produttori di creme solari di rivedere gli INCI, poiché da circa 50 anni è rimasto perlopiù invariato e pieno di sostanze tossiche.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Credo che le normative attuate dalla Repubblica di Palau siano da prendere come esempio in tutto il mondo, perché lì hanno davvero capito che salvaguardando le barriere coralline salvaguardano anche la loro maggiore fonte di reddito, ovvero il turismo. Inoltre, così facendo, aiutano il pianeta a ritrovare un po' di salute. Si tratta di una piccola isola e quindi di un piccolo passo, che si spera si sparga a macchia d’olio su tutto il pianeta.

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