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Nel Recovery Fund solo lo 0,8% destinato alle foreste

Le foreste e la fauna sono sotto attacco e vemgono stanziati pochi fondi per la loro salvaguardia, interi habitat distrutti a danno della biodiversità, alterazione degli equilibri naturali favorendo il salto di specie dei virus e la trasmissione di altri patogeni.

Ambiente
Pubblicato il 23 maggio 2021, alle ore 23:52

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Nel Recovery Fund solo lo 0,8% destinato alle foreste

Wwf ha lanciato l’allarme, riguardo la salvaguardia degli habitat naturali, in cui vivono gli animali, molte specie rischiano l’estinzione, Eppure nel Pnrr sono andati meno di 1,7 miliardi a “qualità dell’aria e biodiversità”, lo 0,8 per cento di tutto il budget del piano. Salvaguardia delle aree bischive, ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini.

Greenpeace ritiene che questo non sia più sufficiente, secondo l’associazione bisogna rimboschire non solo le città ma tutto il territorio nazionale e internazionale, secondo un rapporto di Legambiente è invece la fauna marina sotto mira, le tartarughe marine, i delfini, gli squali, le razze finiscono nelle reti da pesca (bycatch) in maniera accidentale fino alla loro uccisione nel Mar Adriatico.

Secondo il Wwf uno dei fattori scatenanti delle pandemie sono il disboscamento, deforestazione e  la distruzione di intere aree naturali e il flusso migratorio di specie animali che attaccano i patogeni all’uomo. Dove si distruggono le foreste, infatti, l’uomo è più esposto al contatto con nuovi microbi tramite le specie selvatiche che li ospitano.

Per non parlare di diverse specie di uccelli nidificanti costretti a migrare dal loro habitat naturale , le specie viventi vanno preservate e tutelate, continua Legambiente, se l’ambiente naturale viene stravolto, c’è un serio rischio di zoonosi(una qualsiasi malattia infettiva che può essere trasmessa dagli animali (escluso l’uomo) all’uomo).

“Quando abbattiamo foreste, prosciughiamo habitat di acqua dolce, cancelliamo ecosistemi naturali – spiega il WWF – spingiamo gli animali in aree sempre più frammentate, li sottoponiamo a stress, alteriamo gli equilibri naturali favorendo il salto di specie dei virus e la trasmissione di altri patogeni”.

È stato portata una legge in Senato che previene tutto questo, per la tutela di ambiente e animali ma c’è la scadenza entro il 2030, un’altra minaccia sono i cambiamenti climatici già in atto, che mirano a far morire la natura florovivaistica. Bisogna proteggere il grande blu, minacciato anche dalle plastiche.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Bisogna far presto, le specie di animali, la natura, sono in pericolo molto spesso a causa dell'uomo, l'emissione di gas serra, il petrolio, le industrie, tutte cause di inquinamento, e la natura ne risente, i grandi del mondo devono far qualcosa o ci ritroveremo in un mare di plastica senza più specie animali.

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