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Nel 2021 le emissioni inquinanti torneranno a toccare livelli record

Dopo la parentesi dello scorso anno, nel 2021 le emissioni di gas serra torneranno ad aumentare rapidamente. Per sostenere la crescita dopo la crisi innescata dalla pandemia, si farà forte ricorso ai combustibili fossili, carbone in primis.

Ambiente
Pubblicato il 30 aprile 2021, alle ore 11:03

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Nel 2021 le emissioni inquinanti torneranno a toccare livelli record

Se nel 2020 abbiamo assistito ad una contrazione delle emissioni globali di Co2 del 5,8%, nel 2021 le stime prevedono un’inversione di tendenza che vedrà aumentarle del 4,8%. Il drammatico rimbalzo previsto dal World Energy Review 2021 dell’AIE, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, qualora venisse confermato, potrebbe dar vita al secondo più grande aumento di emissioni inquinanti degli ultimi 10 anni

Stando a quelle che sono le più accreditate ipotesi, dopo la battuta d’arresto dello scorso anno segnato dalle restrizioni imposte dalla pandemia, una delle priorità del 2021 rimane la ripresa economica. Per dare impulso ad un settore produttivo messo in ginocchio dal Covid, non si andrà tanto per il sottile. Detto in altre parole, dopo un 2020 dove la domanda globale di carbone ha conosciuto una contrazione del 4%, il più forte calo dalla seconda guerra mondiale, nel 2021 assisteremo ad un massiccio ricorso ai combustibili fossili, carbone in primis.

Come già evidenziato dagli analisti, negli ultimi mesi l’aumento del prezzo del gas sul mercato statunitense ha reso più appetibile il carbone. Questa fonte energetica sarà sempre più richiesta non solo dal Paese a stelle e strisce, ma in primo luogo dall’economia cinese. Anche India e Unione Europea non saranno da meno e torneranno ad acquistarlo in quantità più massicce per sostenere il proprio fabbisogno energetico. 

Come annunciato da Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE, questo incremento farà sì che quest’anno le emissioni globali di carbonio dovrebbero aumentare di 1,5 miliardi di tonnellate. In altre parole a meno di improvvisi e drastici lockdown, dopo un anno scandito dalla pandemia la ripresa sarà tutt’altro che rispettosa dell’ambiente.

Sotto questo punto di vista, bisogna però sottolineare che esiste un aspetto positivo. Nel 2020 l’utilizzo a livello globale di energie rinnovabili è aumentato del 3%. Il dato più incoraggiante riguarda la crescita di circa il 7% nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Nel 2021 si profilano forti crescite anche del solare e dell’eolico, che stando alle stime arriveranno a toccare punte del +17%. Grazie a questo contributo, le energie rinnovabili copriranno il 30% del fabbisogno mondiale di energia elettrica, la maggiore quota di sempre, superiore anche al primato del 27% del 2019.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Dopo un 2020 in cui molte attività sono state interrotte o non hanno potuto funzionare a pieno regime, nei prossimi mesi ci si aspetta un netto cambio di rotta. Per finanziare la ripresa non si andrà però tanto per il sottile, andando di fatto ad aumentare l’inquinamento ambientale. Se la pandemia poteva essere uno sprone per un netto cambiamento, con queste premesse si rischia di rallentare il processo che dovrà renderci meno dipendenti dalle fonti energetiche non rinnovabili.

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