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Nel 2018 è stato raggiunto il nuovo record di consumo di combustibili fossili

Aumenta la fame energetica del mondo, assecondata in buona parte dal carbone e dalle fonti di energia non rinnovabili. Il loro consumo incrementa l’anidride carbonica emessa nell’atmosfera, i cui valori hanno raggiunto nuovi record nel corso del 2018.

Ambiente
Pubblicato il 29 marzo 2019, alle ore 19:09

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Nel 2018 è stato raggiunto il nuovo record di consumo di combustibili fossili

Sembrerà un paradosso, eppure mentre si fa largo la richiesta di una maggior attenzione all’impatto ambientale, di pari passo crescono anche i consumi di combustibili fossili. Sotto questo punto di vista, il 2018 segna un nuovo record negativo, certificato anche dall’AIE, l’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Per l’organizzazione intergovernativa fondata nel 1974 e con sede a Parigi, i gas serra provocati dalla combustione del carbone e delle altre fonti non rinnovabili, non accennano affatto a diminuire, anzi, nel 2018 la domanda di energia su scala planetaria è aumentata del 2,3%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media del decennio precedente.

A destare particolare preoccupazione sono due considerazioni: in primo luogo le energie rinnovabili, seppur in costante ascesa, non sono ancora in grado di assecondare il 50% dell’energia prodotta dai nuovi impianti elettrici. In secondo luogo si scopre che il 20% dell’enorme crescita di consumi è da attribuire alla maggior necessità di riscaldare e raffreddare gli edifici.

Tutto ciò si è tradotto in un nuovo primato di emissioni di CO2, attribuibile per lo più all’India, alla Cina e agli Stati Uniti. La prima economia mondiale ha infatti aumentato del 3,1% le emissioni di gas serra, dimostrandosi una realtà particolarmente energivora. Per far fronte alle esigenze nazionali, il Paese ha dovuto incrementare il consumo di gas (+10,5%) e di petrolio (+2,7%). Giappone ed Europa si sono invece dimostrati più virtuosi, segno che alcune politiche volte a contrastare il cambiamento climatico stanno dando i loro frutti.

Ad ogni modo a non far dormire sonni tranquilli troviamo il carbone. Secondo le stime dell’AIE, un terzo delle emissioni complessive è riconducibile a questa fonte energetica, da sola responsabile dell’aumento delle temperature di 0,3 gradi rispetto all’epoca preindustriale. A continuare ad utilizzarlo troviamo per lo più i paesi asiatici, che anziché decarbonizzare, costruiscono nuove centrali elettriche avvalendosi proprio di questo combustile.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Nonostante la sempre più diffusa sensibilità sul tema ambientale, i consumi di combustibili fossili non accennano a diminuire. Anzi, da quello che risulta da questo rapporto, la situazione è sempre più grave. A dover dare l’esempio dovrebbero essere Europa, Giappone e soprattutto Stati Uniti, che a loro volta dovrebbero costringere l’Asia a rivedere le proprie politiche energetiche. Il tema ecologico non è infatti il problema di un singolo Paese, ma deve essere affrontato da tutti, condividendo in toto le scelte anche più drastiche.

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