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Mike Pence: "I cambiamenti climatici non sono un problema per gli Stati Uniti"

Mike Pence, vice presidente degli Stati Uniti, sembra affermare che i cambiamenti climatici non rappresentano un problema per la sicurezza dei cittadini degli Stati Uniti d'America.

Ambiente
Pubblicato il 23 giugno 2019, alle ore 23:59

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Mike Pence: "I cambiamenti climatici non sono un problema per gli Stati Uniti"

Tutti i Paesi dell’Unione Europea si danno da fare ogni giorno per combattere i cambiamenti climatici, ma alcuni vertici degli Stati Uniti sembrano voler remare controcorrente. Più nello specifico, dopo aver visto il rifiuto totale da parte di Donald Trump del Clean Power Plan proposto da Barack Obama, ora è Mike Pence a rifiutare gli allarmismi creati da chi grida alla crisi ambientale.

Pence ha rifiutato categoricamente il fatto che la crisi climatica rappresenti un problema per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America. Durante un’intervista Pence ha confermato di stare dal lato della scienza, a differenza di Donald Trump. A quel punto, però, un ospite della CNN, Jake Tapper, ha fatto notare che la scienza dice proprio che i problemi ambientali sono gravi.

La risposta del Vicepresidente americano è stata che con il Clean Power Plan aumentavano eccessivamente i costi per le casse dello Stato. Alla domanda se tutto ciò rappresenti una minaccia, lui ribadisce affermando che la Cina e l’India non fanno e non faranno niente per migliorare la situazione.

Dunque, continua, la risposta sulla pericolosità dei cambiamenti climatici sta nella scienza. Tapper, però, ribadisce a sua volta che è proprio la scienza a lanciare l’allarme. A quel punto, Mike Pence, svia il giornalista dicendo che stanno facendo il possibile per ridurre le emissioni, ma aver rifiutato il Clean Power Plan significa aver rimosso i controlli sulle entrate del biossido di carbonio dalle centrali elettriche a carbone.

Inoltre Pence avrebbe potuto aderire all’iniziativa Environmental Performance Index di alcune università, che pone l’America al primo posto per la qualità dell’acqua potabile, ma al decimo posto per la qualità dell’aria. Aver tentato di girare attorno alle domande di Tapper può rappresentare la non piena consapevolezza dei rischi che si corrono a causa dei cambiamenti climatici.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - A volte penso che in America i Presidenti e i relativi esponenti della politica abbiano qualche problema con la scienza, quella dimostrata da dati e statistiche. Se il mondo intero parla di inquinamento e di soluzioni per migliorare la qualità dell'aria non si può abolire un provvedimento che serve proprio a questo.

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Commenti
Olga Dolce
Olga Dolce

24 giugno 2019 - 12:15:57

E certo...il mondo crolla e io mi sposto...chissene! -_-

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