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Metà dell’inquinamento prodotto da un’auto deriva dall’usura di freni e gomme

A confermarlo troviamo 99 studi scientifici internazionali, per i quali è sbagliato circoscrivere l’inquinamento prodotto dalle auto ai soli gas di scarico; medesimo impatto ambientale avrebbe anche l’usura di freni e gomme.

Ambiente
Pubblicato il 30 gennaio 2019, alle ore 00:06

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Metà dell’inquinamento prodotto da un’auto deriva dall’usura di freni e gomme

Quando si parla di emissioni inquinanti prodotte dalle automobili, il più delle volte si circoscrive il raggio d’azione ai soli gas di scarico originati dalla combustione dei derivati del petrolio. Eppure secondo una revisione di 99 studi condotti a livello internazionale, questo aspetto non supera il 50% dell’inquinamento prodotto da un singolo veicolo.

In altre parole esistono altre fonti in grado di avere un impatto altrettanto negativo sull’ambiente e sulla salute. Secondo quanto sarà pubblicato a breve sul Bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche le micropolveri prodotte dall’usura degli pneumatici, dei freni e dell’asfalto provocano gli stessi danni delle sostanze che vengono emesse dai tubi di scarico.

Il tubo di scappamento degli autoveicoli incide per il 50% nella produzione delle polveri sottili da traffico, ma l’usura soprattutto dei freni, asfalto e pneumatici influisce per il restante 50%”, ha rilevato Sergio Harari, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano.

In effetti queste componenti, per lo più invisibili all’occhio umano, per lungo tempo sono state trascurate, sottovalutandone la pericolosità. Eppure questi piccoli frammenti di gomme, di metalli e di altri minerali possono diventare particolarmente nocivi, soprattutto nel momento in cui raggiungono il nostro sistema respiratorio. Questo mix di sostanze particolarmente deleterio per la salute, ha un maggiore impatto nelle aree urbane o laddove il traffico è particolarmente sostenuto.

In questo caso le categorie più esposte sono i bambini e gli anziani, che rischiano di essere colpiti da allergie o attacchi di asma. In entrambi i casi parliamo di soggetti il cui sistema immunitario non è sempre capace di fronteggiare i rischi provocati da materiali come rame, zinco, ferro, manganese e antimonio. Senza poi dimenticare che sono proprio i più piccoli ad inalare una maggior quantità di queste sostanze, in quanto camminano oppure vengono trasportati ad un’altezza da terra compresa tra i 55 e i 90 centimetri.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il particolato viene sempre più inteso come un mix letale, la cui riduzione ha degli effetti positivi sia sulla nostra salute che sull’ambiente. Le case costruttrici dovrebbero quindi concentrare più sforzi nella ricerca non solo di motori più puliti, ma anche di componenti che riducano la creazione di queste polveri deleterie.

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