Iscriviti

Lotta contro il riscaldamento globale fallita, emissioni ridotte dell’1% entro il 2030

Secondo l’ultimo rapporto Onu sul clima, rischiamo di mancare del tutto l’obiettivo di mantenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5 gradi, le conseguenze sono già visibili e disastrose.

Ambiente
Pubblicato il 28 febbraio 2021, alle ore 19:57

Mi piace
3
0
Lotta contro il riscaldamento globale fallita, emissioni ridotte dell’1% entro il 2030

L’accordo di Parigi, stipulato nel dicembre 2015 tra 196 Paesi tra cui quelli dell’Unione Europea, imponeva di limitare il riscaldamento globale ben sotto i 2 gradi, preferibilmente sotto gli 1,5 gradi Celsius comparato ai livelli preindustriali. Per raggiungere quest’obiettivo i Paesi firmatari si impegnavano a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il prima possibile per avere un mondo climaticamente neutro entro la metà del secolo.

È stato pubblicato questo 26 febbraio il rapporto preliminare dell’Unfccc, l’agenzia dell’Onu per la lotta al cambiamento climatico, che fotografa la situazione attuale e annuncia un grosso fallimento, poiché i settantacinque Paesi che producono il 30% delle emissioni globali di gas serra, tra cui Unione Europea e Regno Unito, che sottoscrivendo l’accordo di Parigi si erano impegnati ad avviare politiche volte a diminuire le emissioni e ridurre il proprio impatto ambientale, stanno mancando al proprio patto.

Infatti, secondo il rapporto, ad oggi, gli impegni collettivi delle nazioni sono ampiamente insufficienti, e si preannuncia che nel complesso si arriverà a una riduzione dell’1% nel 2030 rispetto al 2010, nonostante la maggior parte dei Governi abbia aumentato le ambizioni per ridurre le emissioni e avvicinarsi al risultato voluto. La riduzione delle emissioni dovrebbe essere circa del 45% per mantenere l’aumento delle temperature entro gli 1,5 gradi centigradi secondo quanto riporta l’analisi dell’Unfccc.

Il fallimento è dietro l’angolo, e la preoccupazione della direttrice esecutiva di Greenpeace arriva puntuale a redarguire gli Stati che non si stanno impegnando abbastanza, Jennifer Morgan dichiara “Ci stiamo dirigendo verso una catastrofe climatica. I Paesi devono lavorare insieme per anteporre la tutela di persone e Pianeta agli interessi dell’industria fossile. Chiediamo ai principali emettitori del mondo, Stati Uniti e Cina, di consegnare obiettivi che ci diano motivo di speranza”.

Prosegue ribadendo che le conseguenze dell’emergenza climatica sono già visibili portando come ultimo esempio i più recenti incendi boschivi avvenuti in Australia e Brasile. Anche il segretario esecutivo dell’Ufccc riconosce il bisogno di una consapevolezza dell’emergenza climatica più radicata affinché riesca a muovere ovunque all’azione e a mantenere le proprie promesse poiché se prima l’azione era urgente, ora è cruciale.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Giulia Tirabosco

Giulia Tirabosco - Oramai tutti abbiamo preso consapevolezza dell’emergenza climatica e che quella del riscaldamento globale è un’urgenza reale ma soprattutto una piaga devastante e autoinflitta, ciononostante nessuno si sente in dovere di passare all’azione. I Governi per primi fanno promesse che poi non mantengono, perché è più comodo reiterare un modello economico non più conciliabile con l’ambiente che ci ospita.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!