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Le industrie che inquinano di più in Europa sono le centrali a carbone

A sostenerlo è l’European Environment Agency (EEA) che ha stilato la lista dei 59 impianti a carbone più inquinanti del continente. I peggiori in assoluto si trovano nel Regno Unito, in Germania e in Polonia.

Ambiente
Pubblicato il 27 luglio 2017, alle ore 15:00

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Le industrie che inquinano di più in Europa sono le centrali a carbone

Ancora oggi le centrali a carbone rimangono in cima alla classifica delle industrie più inquinanti del Vecchio Continente. A confermarlo ci ha pensato l’European Environment Agency (EEA) a seguito dell’aggiornamento del registro UE delle emissioni denominato European Pollutant Release and Transfer Register (E-PRTR).

Il documento in questione rileva i dati di circa 35.000 siti industriali suddivisi in 65 settori economici differenti. Le informazioni aggiornate al 2015 tengono conto delle realtà presenti nei 28 stati membri, ad eccezione dell’Italia, paese che – come spesso accade anche in altri ambiti – ha fornito in ritardo i dati all’agenzia europea. Il registro monitora comunque anche altri paesi europei che non fanno parte dell’UE. È questo il caso dell’Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia, della Svizzera e della Serbia.

L’obiettivo del registro è quello di monitorare costantemente come l’attività degli impianti siti sul territorio europeo contamini l’acqua e l’aria che respiriamo. Si tengono quindi sotto controllo 9 sostanze pericolose sia per l’ambiente che per la salute umana. È questo il caso dell’anidride carbonica, del monossido di azoto, dei metalli pesanti, del fosforo e del particolato.

Emerge così che nella lista dei 59 impianti più inquinanti a livello continentale, 14 sono siti in Gran Bretagna. Al secondo posto troviamo la Germania con 7, mentre Polonia e Francia occupano ex equo la terza posizione con 5 siti. Ad ogni modo il peggior impianto in assoluto si trova in Polonia nella città di Belchatow. La centrale elettrica qui presente si alimenta bruciando lignite, tipologia di carbone sì economica, ma anche particolarmente inquinante. La centrale da sola emette qualcosa come 37 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, valore che corrisponde al 2,2% dell’intera anidride carbonica monitorata nel registro E-PRTR.

Quello del carbone è comunque un problema che interessa molti paesi europei. È sì vero che, ogni anno, il suo utilizzo cala dell’1%, ma è comunque un valore decisamente troppo esiguo se confrontato con i livelli di inquinamento raggiunto. L’unico modo per incentivare la decarbonizzazione sarebbe quindi quello di accelerare ulteriormente la transizione energetica verso fonti pulite e rinnovabili. 

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Purtroppo ancora oggi molto del nostro fabbisogno energetico viene soddisfatto bruciando combustibili fossili tra cui il carbone. Ma non tutti i tipi di carbone sono identici: quello di pessima qualità come la lignite è particolarmente dannoso per l’uomo e l’ambiente. Se ne deduce che tale attività non può che aggravare ulteriormente una situazione già di per sé precaria.

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Commenti
Rita Serretiello
Rita Serretiello

04 agosto 2017 - 10:14:43

Ero piccola quando, giocando a Sim City, l'inquinamento dell'aria maggiore era proprio situato sulle centrali a carbone...

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