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La Germania dirà addio al carbone entro il 2038

In Germania hanno predisposto un piano di decarbonizzazione che sarà pienamente operativo entro il 2038. La svolta green non si preannuncia però delle più semplici: entro il 2022 il Paese non potrà più contare sul contributo delle sue centrali nucleari.

Ambiente
Pubblicato il 6 febbraio 2019, alle ore 23:51

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La Germania dirà addio al carbone entro il 2038

Quello predisposto dalla Commissione tedesca per l’uso del carbone è un rapporto di ben 336 pagine, in cui sono descritti gli step che porteranno Berlino a dire addio a questo combustile fossile. La deadline è attesa per il 2035, ma salvo imprevisti si potrà posticipare il traguardo al 2038.

Parliamo ovviamente di date raccomandate, ma a detta di una larga fetta della classe politica, il quarto e ultimo governo Merkel seguirà alla lettera il contenuto del dossier. E sarà proprio la coalizione tra Frau Merkel e i socialisti dell’SPD a prendersi onori e oneri di una scelta molto delicata, che di fatto traghetterà il paese fuori dall’era del carbone.

La decarbonizzazione vorrà dire in primo luogo rinunciare a tutte le centrali che fanno uso di questo combustibile per creare energia elettrica. Ad oggi un terzo dell’elettricità necessaria per tenere in piedi la più grande economia continentale è dipendente dal carbone. Ma l’esigenza di ridurre l’impatto ambientale, rientrando negli obiettivi dell’accordo di Parigi, costringe l’esecutivo a spingere sull’acceleratore. La svolta green necessita di investimenti e soprattutto di tempo, che scarseggia sempre più.

A sostenere la scelta troviamo una larga fetta del Paese, favorevole a mettere fine alla dipendenza da questa fonte di energia non rinnovabile. Ma l’obiettivo resta non certo dei più facili da raggiungere. Dopo l’incidente di Fukushima del 2011, il governo tedesco aveva deciso di chiudere tutte le proprie centrali nucleari entro il 2022. Il che vuol dire che i tedeschi dovranno per forza di cose potenziare l’approvvigionamento di gas, prodotto in loco per il solo 10%, ma soprattutto dovranno fare un sempre maggior uso di energie rinnovabili.

È per questa motivazione che sarà necessario un grosso sforzo a livello economico, quantificato in un investimento pari a 40 miliardi di euro. Con questa cifra si punta a sostenere la ricollocazione di 20mila dipendenti del comparto del carbone, che dovranno essere inseriti in altri settori a più alto contenuto tecnologico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Se si vuole rinunciare al carbone e ai combustibili fossili, bisogna mettere in preventivo non solo un costo non indifferente, ma anche dei tempi di riconversione molto lunghi. In ragione di questa considerazione, è giusto muoversi il più presto possibile, anche perché sono tanti gli step da dover seguire e gli intoppi sono sempre dietro l’angolo.

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