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La Cina è il Paese che produce più plastica al mondo

Solo dieci anni fa era terza dietro ad America del Nord ed Europa; oggi la sua rapida crescita ha issato la Cina in testa alla classifica mondiale dei produttori di plastica, con tutte le conseguenze negative che ciò determina.

Ambiente
Pubblicato il 19 aprile 2018, alle ore 17:15

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La Cina è il Paese che produce più plastica al mondo

Ormai è sotto gli occhi di tutti: la crescita della produzione di plastica prosegue da decenni in maniera pressoché inarrestabile. È quindi sempre più evidente come la nostra società non riesca proprio a fare a meno di questo materiale derivato dalla lavorazione del petrolio.

Consultando le statistiche, si scopre che nel lontano 1989 – l’anno della caduta del Muro di Berlino –  l’output mondiale dell’industria della plastica ammontava a circa 100 milioni di tonnellate. L’anno successivo il settore riuscì per la prima volta a superare la produzione mondiale di acciaio, uno dei materiali simbolo del comparto industriale.

Nel giro di un decennio la produzione di plastica ha poi conosciuto un’esplosione quasi dirompente. In termini pratici in soli 10 anni l’uomo è riuscito a raddoppiarne la produzione. All’inizio del millennio le nostre industrie erano in grado di immetterne sul mercato un quantitativo pari a 200 milioni di tonnellate. Ma tutto ciò non era sufficiente. Nel 2009 si è raggiunto quota 250 milioni, arrivando alle 335 milioni di tonnellate di soli due anni fa.

In questa crescita quasi incontrollabile, la Cina ha assunto negli ultimi anni un ruolo da indiscusso protagonista. Stando ai dati diffusi dall’Associazione Europea dei produttori di plastica, nel 2016 il paese asiatico ha prodotto il 29% di tutte le materie plastiche realizzate a livello mondiale. Solo dieci anni fa era invece terza dietro all’America del Nord e all’Europa.

Se poi alla Cina aggiungiamo tutti gli altri paesi del continente asiatico, la percentuale del 29% sale vertiginosamente raggiungendo il 50%. Il secondo produttore mondiale è comunque il continente europeo con il 19%, tallonato dall’America del Nord con il 18%. A produrne di meno sono l’Africa e il Medio Oriente (7%) e l’America Latina (4%). In questo quadro poco confortante, l’Europa rappresenta una realtà in cui la produzione di plastica supera il rispettivo consumo; come se non bastasse realizza anche un saldo positivo tra importazioni ed esportazioni.

Quella qui descritta è comunque una situazione destinata a cambiare molto rapidamente. Se l’Europa sta progressivamente cambiando le sue politiche produttive, altrettanto sta facendo la Cina, che ha dichiarato di non voler più importare rifiuti di plastica dal Vecchio Continente. In altre parole la Cina non ci sta più ad essere la pattumiera del mondo occidentale. A questo punto la mossa successiva non può che spettare all’Europa, chiamata a darsi da fare non solo dal lato della raccolta differenziata, ma anche in fatto di riciclo dei rifiuti.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La plastica è un materiale rivoluzionario che ha migliorato notevolmente la nostra qualità della vita, ma ha anche una lunga serie di svantaggi. Sino ad oggi la sua gestione è stata pressoché fallimentare. Buttato dappertutto ha intasato mari, oceani e più in generale tutto l’ambiente. Urge quindi un drastico cambio di rotta, soprattutto da parte dei primi produttori di questo materiale che rispondono al nome di Cina e continente asiatico.

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