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La California continua a bruciare, distrutti 400 mila ettari boschivi

I boschi della California stanno bruciando ininterrottamente da agosto e pare non ci siano abbastanza vigili del fuoco per poter intervenire e spegnere i tanti devastanti incendi. Ad oggi già 400 mila gli ettari persi nelle fiamme.

Ambiente
Pubblicato il 27 agosto 2020, alle ore 12:50

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La California continua a bruciare, distrutti 400 mila ettari boschivi

Da ferragosto nella California settentrionale si sono sviluppati diversi focolai boschivi che stanno devastando migliaia di ettari di vegetazione, basti pensare che in dieci giorni sono andati perduti 400 mila ettari. Gli incendi sono così gravi che dalla parte settentrionale della Califofnia sono già arrivati a quella centrale dello stato ed è addirittura possibile vedere dallo spazio la grossa coltre di fumo e cenere che sovrasta la California. 

A causa delle temperature estreme e dei forti venti le fiamme sembrano indomabili ed addirittura si è venuto a formare, nei giorni scorsi, un rarissimo tornado di fuoco, detto anche firenado, particolarmente pericoloso e devastante. Negli scorsi giorni infatti le temperature in California hanno superato i 50 gradi e l’aria è quasi irrespirabile: rossa, piena di fumo e tossica; infine su intere città è ricaduta cenere fino a ricoprirle di qualche centimetro. 

Attualmente si stanno ancora stimando i danni: sono già bruciati 1600 chilometri quadrati di boschi, ben 60 mila i cittadini evacuati e 6 morti. Putroppo a causa dell’attuale stato di emergenza sanitaria, dovuto al coronavirus, pare che non vi siano abbastanza vigili del fuoco e forze dell’ordine per poter gestire gli incendi; l’emergenza da coronavirus e lo stato di crisi economica hanno consumato tutte le risorse contabili della California ed adesso rimane poco e niente da investire in mezzi di ermegenza e personale antincendio. 

 L’Aria nelle zone vicine gli incendi è diventata quasi irrespirabile ed i livelli di tossicità sono alti, tanto da rendere dannoso respirarla anche per chi non ha problemi di salute; a causa di ciò è stato intimato ai cittadini non sfollati di non uscire dalle proprie abitazioni e soprattutto di non fare esercizio fisico all’aperto. Si parla già di un aumento del rischio di contrarre il coronavirus per chi è esposto all’aria malsana vicino gli incendi. 

Intanto le fiamme continuano a bruciare tutto ed oltre alla perdita di intere foreste e della fauna locale, bisogna fornire assistenza agli ammalati e nuovi alloggi per le persone sfollate dalle proprie abitazioni, messe a rischio dalle fiamme; paradossalmente però, a causa del coronavirus, gli sfollati non possono essere ammassati nei centri di emergenza per non rischiare contagi, si assiste quindi al caos più totale. La California sta attraversando un vero momento di crisi e manca poco ormai per la richiesta di stato d’emergenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Rosa Tea Di Sclafani

Rosa Tea Di Sclafani - Chi sostiene ancora che non esiste il problema dei cambiamenti climatici e di crisi ambientale deve proprio ricredersi. Le temperature sono di parecchi gradi aumentati rispetto la norma in tutto il pianeta, i rischi di catastrofi ambientali crescono esponenzialmente ed ogni giorno ormai arrivano notizie di incendi, nubifragi e scioglimento dei ghiacciai. Stiamo distruggendo la flora e la fauna del nostro pianeta e le conseguenze ritornano indietro alla nostra salute: dall'aria alle acque ai nostri stessi sistemi immunitari.

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