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Inventata una nuova forma di energia solare, ma semi-artificiale

Alcuni ricercatori hanno sviluppato un metodo semi-artificiale di fotosintesi, in modo da utilizzare il processo simile a quello naturale per creare altra energia dal sole.

Ambiente
Pubblicato il 5 settembre 2018, alle ore 12:07

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Inventata una nuova forma di energia solare, ma semi-artificiale

Quello che hanno inventato gli scienziati oggi è davvero sensazionale. È stato trovato un nuovo modo per catturare la luce solare e successivamente alterare la fotosintesi delle piante dividendo l’acqua in idrogeno e ossigeno. Le piante convertono la luce solare in energia attraverso la fotosintesi clorofilliana, che rilascia ossigeno nell’aria quando le piante separano le molecole d’acqua per ottenere energia.

Quasi tutto l’ossigeno della Terra, che noi respiriamo, viene prodotto attraverso la fotosintesi. Contemporaneamente l’idrogeno è una fonte potenzialmente illimitata di energia rinnovabile. In uno studio condotto dai ricercatori del St John’s College, Università di Cambridge, gli scienziati hanno utilizzato la fotosintesi semi-artificiale per sviluppare nuovi modi per catturare l’energia solare.

Lo studio sull’energia solare

La ricerca potrebbe rivoluzionare la produzione di energia rinnovabile e il documento pubblicato su Nature Energy spiega in che modo gli scienziati hanno usato l’energia solare per separare le molecole d’acqua. Usando componenti biologici e tecnologia umana, il team ha sfruttato la luce solare naturale per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno. Katarzyna Sokol, la prima autrice del giornale e studentessa di dottorato presso il St John’s, ha dichiarato: “La fotosintesi naturale non è efficiente perché si è evoluta solo per sopravvivere, quindi rende la minima quantità di energia necessaria – circa l’1-2% di ciò che potrebbe potenzialmente convertire e archiviare”.

Anche se la fotosintesi artificiale esiste da decenni, non viene utilizzata per l’energia rinnovabile a causa della sua dipendenza da catalizzatori costosi e tossici, il che significa che non può essere utilizzata su scala industriale. La signora Sokol e i suoi colleghi hanno migliorato la quantità di energia prodotta e immagazzinata e sono riusciti a riattivare il processo, rimasto inattivo per millenni, in alcune alghe.

Sokol ha spiegato: “L’idrogenasi è un enzima presente nelle alghe che è in grado di ridurre i protoni in idrogeno. Durante l’evoluzione questo processo è stato disattivato perché non era necessario per la sopravvivenza, ma siamo riusciti a bypassare l’inattività per ottenere la reazione che volevamo, suddividere l’acqua in idrogeno e ossigeno“. La ricercatrice spera che le sue scoperte contribuiranno alla realizzazione di nuove invenzioni, aiutando le persone a catturare l’energia solare rinnovabile.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Sfruttare a pieno il potenziale e l'efficienza della fotosintesi ci mancava ancora. Sarebbe un'ottima cosa utilizzare un processo naturale, potenziarlo entro limiti ragionevoli ed infine ottenere un vantaggio funzionale, in modo da avere un'altra fonte di energia che si va ad aggiungere alle alternative già presenti da un po' di anni.

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