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Il riscaldamento globale sta distruggendo le barriere coralline

L'aumento della temperatura atmosferica, l'abbassamento del pH degli oceani e l'inquinamento ambientale globale stanno distruggendo la barriera corallina. Fortunatamente, alcuni scienziati stanno fornendo soluzioni al grave problema.

Ambiente
Pubblicato il 3 marzo 2020, alle ore 00:42

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Il riscaldamento globale sta distruggendo le barriere coralline

Ormai la notizia è nota, le temperature più calde in tutto il pianeta stanno generando una serie di problemi, soprattutto negli oceani e nei mari. Entro l’anno duemilacento, il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto molto negativo sulle barriere coralline oceaniche. Viene chiamato “sbiancamento dei coralli” ed è un problema molto serio che si verifica a causa dell’aumento delle temperature dell’acqua marina salata.

Tutto questo ha eliminato metà della Grande Barriera Corallina australiana. “Il 70-90% di tutte le barriere coralline esistenti dovrebbe scomparire nei prossimi venti anni a causa del riscaldamento degli oceani, dell’acqua acida e dell’inquinamento ambientale“, hanno detto gli scienziati dell’Università delle Hawaii-Manoa.

Tuttavia alcuni ricercatori e attivisti ambientali hanno coltivato il corallo in laboratorio, ma tutto ciò non sarà abbastanza per tentare il ripristino e il salvataggio delle barriere coralline oceaniche. La Grande Barriera Corallina, lunga circa 2300 km, è l’esempio più conosciuto ed ha sopportato molteplici eventi di “sbiancamento” su grande scala causati da temperature dell’acqua maggiori della media negli ultimi 2 decenni.

Inoltre, le ondate di calore oceaniche del 2016 e del 2017 hanno eliminato circa 1/2 dei coralli della Grande Barriera Corallina, insieme a molti altri in tutto il mondo. Tutto questo è stato detto dal dottor Jessie Yeung della C.N.N. La bellissima Grande Barriera Corallina ha una superficie quanto l’Italia intera, ed ospita varie specie la cui vita è legata all’esistenza della Barriera stessa.

Qualora le barriere coralline di tutto il pianeta scompariranno a causa dei cambiamenti climatici e dall’inquinamento ambientale, ciò non colpirà solo le specie di vita marina e l’ecosistema, ma anche l’uomo, dato che circa 1.000.000.000 di persone dipendono molto dagli oceani come fonte di cibo in modo particolare e di sostentamento personale.

Fortunatamente, esistono alcune idee per cercare di rallentare questo pericoloso processo di distruzione della barriera corallina oceanica. Alcuni imprenditori, infatti, stanno aprendo degli allevamenti di coralli, il che è un’idea molto importante. Lo scopo delle cosìdette “Coral farms” è quello di prendere pezzetti di piccoli coralli dagli oceani e farli crescere fino a quando il corallo stesso non sarà pronto per essere reinserito nel suo habitat naturale.

Inoltre, un’altra idea per aiutare le barriere coralline oceaniche, è quella di utilizzare altoparlanti subacquei e riprodurre i suoni delle barriere coralline sane. Facendo ciò, si suppone di attirare i pesci verso le scogliere e sostenere le scogliere oceaniche di nuovo in vita. Tutte queste idee hanno funzionato positivamente nella maggior parte dei casi, ma non sono ancora una soluzione definitiva al problema. La realtà è che in qualche modo il cambiamento climatico deve essere risolto da noi stessi in prima persona.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - La domanda è: Il problema del cambiamento climatico può essere risolto? Certo che si. Ma sarebbe una strada assai lunga e tortuosa. I risultati si potranno vedere solamente con il tempo. Non sono uno scienziato e non saprei con esattezza quale sia un altro modo per aiutare a far sopravvivere le barriere coralline, ma trovo insensato aiutare l’oceano quando poi si è i primi a rovinarlo. Tutto appartiene ad un ciclo e se si spezza uno di quegli anelli non si può pretendere di farlo ritornare come prima. Bisogna risolvere il problema dalla radice, ora.

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