Iscriviti

Il Covid-19 e la rinascita della plastica

La pandemia ha aumentato il consumo di plastica. Il bisogno di guanti usa e getta, visiere, imballaggi per il cibo, pluriball per gli acquisti online, ha annientato il sogno di milioni di riciclatori.

Ambiente
Pubblicato il 8 ottobre 2020, alle ore 00:17

Mi piace
7
0
Il Covid-19 e la rinascita della plastica

L’inquinamento è un tema che ci accompagnia già dalla seconda rivoluzione industriale. In tutto questo tempo ci sono stati tanti bei propositi per migliorare l’ambiente in cui viviamo, ma pochi hanno preso vita. Ora ci si presenta un nuovo problema, che ci ostacola nel ridurre l’uso della plastica.

Il Covid-19 ci ha fatto riscoprire gli oggetti usa e getta, ideali per mantenere un’adeguata igiene ed evitare la diffusione di germi. Tra questi ci sono i guanti e le mascherine (che sono solo in parte prodotte con la plastica). Un altro motivo per cui il PET (polietilene tereftalato) è tornato di moda è il calo del prezzo del petrolio (da cui lo si ricava). In poche parole costa meno produrre nuova plastica invece che riciclarla. Il riciclaggio in Europa è calato di oltre il 20% e quasi del 60% negli Stati Uniti.

Proprio prima dello scoppio della pandemia, l’Unione Europea aveva vietato diversi oggetti di plastica monouso. Oggi, invece, si ritrova a dichiarare che, andando avanti così, il vecchio continente non riuscirà ad avvicinarsi all’obbiettivo del 50% di riciclo degli imballaggi di plastica posto per il 2025.

Dodici delle più grandi aziende petrolifere e chimiche sono state intervistate in merito a questo argomento. BASF, Chevron, Dow, Exxon, Formosa Plastics, INEOS, LG Chem, LyondellBasell, Mitsubishi Chemical, SABIC, Shell e Sinopec: solo un paio hanno rilasciato dichiarazioni, altre si sono rifiutate di rispondere. Così si aggrava anche la situazione negli oceani, dove l’80% dei rifiuti che lo inquinano sono costituiti proprio dal PET. Un materiale che, ingerito dagli animali marini, arriva sulla nostra tavola sotto forma di un bel pesce azzurro.

Parliamo sempre dell’impatto che hanno i rifiuti che gettiamo, ma mai dell’inquinamento che provochiamo nel produrli. Il World Economic Forum ha dichiarato che nella produzione di 4 bottiglie di plastica vengono rilasciati emissioni di gas serra equivalenti a quelli di un’auto che percorre un miglio (cc 1,6 km). Ora il problema è: che cosa siamo disposti a fare per fermare tutto questo?

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Giorgia Trevisan

Giorgia Trevisan - Se da una parte il lockdown ha abbassato i livelli di inquinamento, soprattutto dell'aria, il bisogno di oggetti prodotti con PET ha fatto l'esatto opposto. Ora ci ritroviamo in una situazione peggiore di quella antecedente alla pandemia. La necessità degli oggetti monouso avrà ancora vita lunga e chissà quando potremo tornare a sognare di vivere in un mondo più pulito.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!