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Fiumi di tutto il mondo inquinati dagli antibiotici

Una ricerca dell'Università di New York ha rilevato una forte presenza di antibiotici nei fiumi di tutto il mondo, con picchi di 300 volte il limite massimo. L'inquinamento da antibiotici crea a livello globale l'innalzamento della resistenza dei batteri.

Ambiente
Pubblicato il 31 maggio 2019, alle ore 00:28

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Fiumi di tutto il mondo inquinati dagli antibiotici

Il mondo scientifico ha lanciato l’allarme da diverso tempo: l’uso eccessivo di antibiotici è dannoso. Una ricerca scientifica ora rivela che anche le acque dei fiumi di tutto il mondo ormai ne sono piene e  hanno raggiunto un livello pericoloso. L’inquinamento da antibiotici ha effetti gravi sul nostro sistema immunitario. Gli inviti a non utilizzarli, se non con prescrizione medica, sono sempre più pressanti, ma con una forte concentrazione nelle acque si assumono anche involontariamente.

L’abuso di queste sostanze, come è noto, aumenta la resistenza dei batteri alle più comuni medicine. Si stanno diffondendo patogeni resistenti ai trattamenti, per cui infezioni che in passato erano facilmente curabili stanno diventando letali. È un’emergenza sanitaria globale, per le Nazioni Unite la resistenza agli antibiotici porterà alla morte 10 milioni di persone entro il 2050.

La ricerca

A rilevare il dato inquietante è stata una ricerca dell’Università di New York, che ha condotto analisi sulle acque fluviali in 72 Paesi appartenenti a tutti i continenti. Nel 65% dei casi la presenza di antibiotici supera il livello di sicurezza, in alcuni casi di ben 300 volte il limite. I più inquinati sono i fiumi di Africa e Asia, ma si raggiungono livelli preoccupanti anche in Europa, in particolare in Austria.

I medicinali raggiungono il suolo e i fiumi attraverso gli escrementi umani e animali, attraverso le perdite degli impianti fognari e degli impianti di produzione industriale Non è un caso che l’inquinamento sia elevato nei paesi più poveri dove non esistono leggi e adeguate tecnologia per gli impianti di trattamento delle acque, per non parlare delle fogne che scaricano direttamente nei fiumi.

Il fiume più inquinato è in Bangladesh, dove il metronidazole, usato per le infezioni vaginali, è 300 volte più presente del consentito. Nel Danubio si è trovata un’alta concentrazione di clarithromycin, usato per le infezioni delle vie respiratorie, mentre nel Tamigi, tra le sostanze che hanno superato il livello di guardia, primeggia quella utilizzata per le cure delle infezioni della pelle e dei tratti urinari.

Lo scienziato William Gaze, esperto in microbiologia ambientale, fa sapere che anche un basso livello di antibiotici nell’acqua aumenta la resistenza di ceppi batterici, esponendo a rischio di infezioni anche chi assume medicinali correttamente. Gli studiosi proseguiranno la ricerca sui livelli contenuti nei pesci, negli invertebrati e nelle alghe.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - La notizia è preoccupante, perché il problema va al di là del comportamento individuale. Si è esposti a danni causati da altri e il fenomeno ha raggiunto un livello globale. Rimaniamo in attesa dei risultati della prossima ricerca sui pesci e dubito che saranno positivi. Probabilmente scopriremo che non potremo più mangiarlo.

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