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Enea: l’inquinamento accorcia di 10 mesi la vita degli italiani

L’inquinamento atmosferico fa perdere agli italiani una media di 10 mesi di vita, che diventano addirittura 14 per chi vive al Nord. Va decisamente meglio al Centro con 6,6 mesi e al Sud e nelle isole con 5,7 mesi.

Ambiente
Pubblicato il 5 maggio 2017, alle ore 15:42

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Enea: l’inquinamento accorcia di 10 mesi la vita degli italiani
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L’ENEA – l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ha da poco diffuso i dati degli effetti dell’inquinamento atmosferico in Italia. Lo studio condotto dall’ente di ricerca pubblico ha permesso di arrivare ad una mappatura dell’intero territorio nazionale.

L’analisi ha combinato i dati sulla mortalità per età, per sesso e patologia. A diffondere i dati conseguiti è stata Carmela Martino, responsabile ENEA della divisione Tecnologie e Metodologie per la salvaguardia della salute dell’uomo.

È così emerso che “in termini di mesi di vita persi, i nostri studi hanno rilevato che l’inquinamento accorcia la vita di ciascun italiano di 10 mesi in media: 14 per chi vive al nord, 6,6 al centro e 5,7 al sud e nelle isole”. La dottoressa Marino ha però precisato che “i valori di mortalità più elevati al settentrione vanno letti alla luce della maggiore disponibilità di dati rispetto al resto d’Italia”.

È ormai indubbio che le dimensioni del fenomeno assumono sempre più un risvolto drammatico, soprattutto in questi giorni in cui l’Unione Europea ha più volte minacciato l’Italia di sanzioni per il mancato rispetto della normativa comunitaria sulla qualità dell’aria.

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L’indagine ha permesso anche di poter disporre di un nuovo sistema di previsione dell’inquinamento atmosferico. Grazie a questo strumento sarà possibile determinare con un anticipo di 3-5 giorni quello che sarà il livello di inquinamento in un territorio di estensione pari a 4×4 km. In questo modo ogni singolo comune potrà attivarsi per far fronte allo smog in modo tempestivo ed efficace, tutelando le categorie più vulnerabili come i bambini, gli anziani e le persone affette da malattie cardiache e respiratorie.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento è responsabile ogni anno della morte di almeno 7 milioni di persone che corrispondono al 12% delle morti premature totali. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel nostro Paese a preoccupare maggiormente sono le polveri sottili (PM 2,5), l’ozono e il biossido di azoto. La loro combinazione provoca la morte prematura di 85mila persone, il numero più alto di decessi che si registra tra i paesi del Vecchio Continente. Tutto ciò causa un danno economico pari a 97 miliardi di dollari, una ricchezza equivalente al 4,7% del Pil nazionale.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - L’inquinamento è una delle principali cause di morte prematura nel mondo. Essendo per lo più un fenomeno poco tangibile perché celato nell’aria che respiriamo, sappiamo che esiste ma spesso non ci rendiamo conto di quanto possa incidere sulla nostra vita. L’Enea ha invece fornito un dato statistico che rappresenta quanti mesi di vita perdiamo mediamente per colpa dell’inquinamento. Questo dovrebbe renderci tutti più attenti e sensibili verso un argomento così cruciale per la nostra salute.

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