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Ecco come smaltire l’olio esausto in modo corretto

Smaltire l'olio esausto correttamente è di vitale importanza. Non tutti sanno che, essendo un liquido altamente inquinante, se disperso in modo errato, comporta seri danni all'ambiente. Smaltirlo in modo corretto, dunque, conviene a tutti.

Ambiente
Pubblicato il 7 gennaio 2017, alle ore 15:55

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Ecco come smaltire l’olio esausto in modo corretto
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Alzi la mano chi sa esattamente come deve essere smaltito l’olio di frittura, o olio esausto.

Ognuno ha le proprie abitudini: chi lo butta nel lavello della cucina, chi nel lavandino del bagno, chi nel water o – peggio ancora – nei bidoni della spazzatura. Inutile dire che, quasi sempre, queste sono abitudini sbagliate.

L’olio ha un ruolo molto più importante di quello che si possa pensare, per quanto riguarda il processo dello smaltimento dei rifiuti urbani: è un liquido altamente inquinante e, proprio per questo motivo, va gestito con sapienza. Tanto per cominciare, non può essere gettato negli scarichi.

I danni dell’olio per friggere

Non è una sostanza biodegradabile e non è organica, questo vuol dire che, se gettato in acqua, crea una sorta di “pellicola” impedendo il passaggio dei raggi solari, creando gravi danni a tutto l’ambiente. Se raggiunge le falde (ne basta davvero poco) renderebbe l’acqua non potabile compromettendo il funzionameto dei depuratori.

Secondo la credenza di molti, sarebbe un ottimo concime per le piante, ma questo è assolutamente falso: l’olio di frittura elimina molti microorganismi presenti nel terreno che sono necessari per la vita delle stesse piante (oltre che a raggiungere le falde acquifere creando i danni precedentemente descritti).

Come smaltire l’olio

Raccogliere l’olio esausto in un recipiente e lasciarlo in un angolo del balcone (o della cucina) per farlo freddare: quel recipiente fungerà da “recipiente dell’olio usato“. Arrivati ad una certa quantità – la quantità è soggettiva – occorre portarlo nelle apposite “isole ecologiche” che sono presenti in quasi tutte le città (anche nei paesini).

Qualora non ci fosse l’opportunità delle “isole ecologiche”, molti supermercati, piccoli alimentari, distributori di benzina, provvedono al ritiro gratuito dell’olio usato, i quali si preoccuperanno di rivenderlo (quindi guadagnandoci) ad aziende specializzate nel recupero di olio esausto che, grazie ad alcuni processi chimici, riescono a ricavarne altri prodotti: lubrificanti vegetali (che vengono utilizzati prettamente per le macchine agricole), biodiesel, glicerina e simili.

Esistono altri modi per smaltire l’olio usato in modo corretto, magari anche guadagnandoci: in alcuni paesini, di tanto in tanto, passano dei “porta a porta”che prendono olio usato in cambio di accessori per la casa: secchi di plastica, molle per appendere la biancheria, etc..

Basta un minimo di buon senso e di accortezza per creare un risparmio economico ma, soprattutto, per salvaguardare l’ambiente e quindi noi stessi.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Pezzuto

Francesco Pezzuto - L'olio usato è altamente inquinante, non sottovalutiamo la pericolosità di questo rifiuto. Per mettere fuori uso un sistema di depurazione, ne basta solo un litro e creerebbe danni irreparabili. Basta un po' di accortezza e di buon senso per evitare il peggio; oltretutto, come descritto nell'articolo, in alcuni casi ha anche un certo valore "economico", infatti viene barattato con altri oggetti utili. L'ambiente è nostro e noi stessi siamo l'ambiente... difendendolo, difendiamo noi stessi. Permettetemi di ricordare che, comunque, mangiare troppo fritto fa male alla salute.

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