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È possibile creare il carburante dalla plastica

Si può realizzare il carburante dalla plastica? Certo, il primo impianto su scala industriale per riconvertire la plastica poliolefinica non riciclabile in biocarburante verrà costruito in Trentino.

Ambiente
Pubblicato il 15 aprile 2019, alle ore 22:21

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È possibile creare il carburante dalla plastica

Riplaid, cioè Riconversione di Materiali Plastici in Idrocarburi, un progetto di Lifenergy Italia, è nato in seguito alla sinergia propositiva tra ricerca e mondo industriale. Sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento, di concerto con la Fondazione Bruno Kessler, la società Demont di Savona e del Cinsa, il progetto prevede di sfruttare la plastica poliolefinica non riciclabile per ottenere un carburante conforme agli attuali standard, utile per i motori o per gli impianti industriali.

Per un impiego leggermente ridotto, invece, è stato pensato Chrysalis, uno strumento di dimensioni esigue capace di trasformare i rifiuti plastici in carburante, diesel o benzina. I punti salienti del progetto sono due: da un lato, contrastare l’inquinamento da rifiuti plastici, dall’altro, invece, fornire risorse alle comunità più povere del pianeta.

Analizziamo la questione più nel dettaglio. Chrysalis è un modello di economia circolare basato sulla pirolisi. La plastica viene ridotta in granuli e immessa in un reattore chiuso, in seguito riscaldata ad una temperatura di 450° determinando la rottura dei legami molecolari e poi distillata. Il macchinario riesce a produrre circa 750 grammi di gasolio da un chilo di plastica, oltre ad un quantitativo di gas necessario per il funzionamento dello strumento stesso e a residui di carbone.

Secondo la voce autorevole di alcuni esperti, Chrysalis, date le sue esigue dimensioni, potrebbe essere utilizzato direttamente nelle zone inquinate. Inoltre, un investimento di 50mila euro sarebbe bastevole per realizzare un prototipo di dimensioni maggiori, in grado di trasformare fino a 50 kg di materiali in meno di un’ora e mezza. Samuel Le Bihan ha evidenziato che l’idea è “incoraggiare la raccolta dei rifiuti prima che finiscano negli oceani e farlo grazie a un macchinario capace di produrre carburante“.

Il programma si configura quale strumento per aiutare i Paesi in via di sviluppo. In ultimo, in questo modo sarebbe più facile rendere consapevoli i cittadini circa l’importanza di non gettare nell’ambiente i rifiuti plastici e che da questi ultimi è possibile trarre risorse concrete, come nel caso sopracitato.

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Cosa ne pensa l’autore
Elenio Bolognese

Elenio Bolognese - Un risultato così importante può rappresentare una pietra miliare per l'economia italiana ed europea. Finalmente la plastica può creare carburante e, contemporaneamente, continuare la lotta a questo materiale che, come ben sappiamo, è fonte di inquinamento. Questa è l’economia che davvero piace, rispettosa delle persone e dell'ambiente che ci circonda.

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