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Dalla Svezia ecco Naturhouse, la casa che si scalda da sola

Dall'innovativo progetto dell'archistar Bengt Warne e dall'esigenza di vita green di una coppia di pensionati svedesi, ecco la nascita della prima Naturhouse, la casa che si scalda da sola grazie alla sua struttura a serra. Ovviamente con emissioni zero

Ambiente
Pubblicato il 3 dicembre 2015, alle ore 12:38

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Dalla Svezia ecco Naturhouse, la casa che si scalda da sola
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La Svezia è un Paese decisamente molto bello, ospitale e civile ma, tra i tanti pregi che può annoverare, quello di un clima mite decisamente manca: se le estati, qui, sono ben fresche e piacevoli, gli inverni – d’altro canto – sono piuttosto rigidi. Il problema in questione, tuttavia, sembra non toccare una simpatica coppia di pensionati locali che hanno trasformato la loro casa estiva in una “Naturhouse” in grado di riscaldarsi da sola, grazie all’energia del Sole ed al conseguente effetto serra che la sua particolare struttura le garantisce. Ma andiamo con ordine.

La vicenda, come nelle più belle favole, è ambientata su un’isoletta svedese nei pressi di Stoccolma. Quila, Marie Granmar e Charles Sacilotto, una coppia di pensionati decide di ristrutturare la propria casa estiva per sfuggire al clima rigido degli inverni in città e per provare uno stile di vita diverso. Per lo scopo si affidano alle arti del famoso eco-archistar Bengt Warne che aveva sempre sognato di creare una casa che fosse un raccoglitore di Sole capace di sfruttare l’infinita energia dei cicli naturali per depurare scorie reflue, acqua, aria e per produrre compost adatti ad una coltivazione virtualmente senza soluzione di continuità.

E’ così nata la “Naturhouse” Granmar-Sacilotto costituita da una casa vera e propria attorno alla quale, in sostanza, è stata costruita una serra grazie alla giustapposizione di pannelli di vetro dello spessore di appena 4 millimetri. La struttura così realizzata accumula l’energia solare, anche nelle giornate più nuvolose e variabili, e genera una sorta di micro-effetto serra (non temete: esiste comunque il ricambio dell’aria) che permette di godere di una temperatura costante specie nei mesi più freddi dell’anno.

Grazie a questa temperatura costante è possibile estendere il periodo di resa dell’orto procurandosi ciò di cui si ha bisogno e mettendo a coltivazione prodotti tipici del clima mediterraneo come uva, fichi, centrioli e pomodori. L’acqua e il concime per l’orto viene ottenuto sempre grazie all’energia ricavata dalla struttura a serra: l’urina viene depurata e se ne fa acqua e i residui soliti, trattati, formano il compost per il giardino e l’orto. Non si spreca decisamente nulla. Emissioni? Zero, totalmente zero. Come anche l’ammontare della loro bolletta energetica (gas e luce). Meglio di così!

Il costo? Dipende. Per la casa dei coniugi Granmar-Sacilotto si è trattato di investire 84 mila dollari, circa 80 mila euro ma vogliamo mettere la soddisfazione di poter usare tutto l’anno anche gli ambienti esterni, es. le terrazze, abitualmente esposte alle intemperie?

E voi? Non trovate che il progetto Naturhouse, inteso come la casa che si scalda e si mantiene autonoma grazie al Sole, possa apportare un contributo ecologico anche in altre longitudini? Di sicuro un risparmio alla bolletta lo porterebbe e di questi tempi…

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Quando ho sentito parlare di una casa in una serra, devo ammetterlo, mi è presa la claustrofobia. Oddio, non si sentiranno mancare l'aria? Poi ho visto che il sistema di riciclaggio dell'aria e per far entrare aria nuova c'è. Il fatto di abitare un microclima protetto, poi, ha indiscutibili vantaggi. Se ti produci tutto quel di cui hai bisogno e l'energia te la dà la serra, alla fin fine, non devi spostarti in città. Puoi fare tutto all'interno di questo ambiente protetto e, quando esci di casa, anche nel Dicembre svedese, puoi farlo in maniche di camicia. Consideriamo, poi, che i coniugi dell'articolo abitano in questa casa solo nei mesi freddi. Insomma, considerato tutto, non mi sembra poi tanto male. Anzi, potrebbe essere davvero una buona soluzione, in più green, per rendere permanentemente abitabili anche i territori più freddi. A patto di avere il Sole, ovviamente...

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