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Cambio temperatura, stiamo diventando meno caldi?

La statistica degli esperti mostra alcuni cambiamenti dell'essere umano, ma come è possibile questo cambiamento? Come andrebbe interpretato? La conclusione di alcuni ricercatori toglie qualche dubbio.

Ambiente
Pubblicato il 23 febbraio 2020, alle ore 21:15

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Cambio temperatura, stiamo diventando meno caldi?

È possibile che il nostro corpo muta per causa delle condizioni ambientali? Tuttavia possiamo accorgerci di come, quotidianamente nella nostra vita, le cose cambiano. Cambia il modo di pensare, il modo di lavorare, il modo di percepire quello che sentiamo esternamente o internamente. Ma la vera domanda è: sta cambiando in bene o in male?

Ebbene il nuovo modo di vivere la vita, nuove tecnologie, nuove scoperte scientifiche, nuove conquiste nel settore della medicina fanno si che la vita di un essere umano sia migliore con i tanti possibili comfort e cercando di allungare più possibile la vita di ognuno di noi con le nuove cure e nuove possibilità di cercare di avere un’anima sempre più giovanile.

Ora, leggendo questo, sembra tutto perfetto. Ma a livello ambientale? Che sta succedendo fuori le nostre calde e accoglienti case? Qui arriva il pensiero di un gruppo di ricercatori, della Stanford University, Stati Uniti, dove in noi sta cambiando il modo di percepire quello che è un parametro di riferimento e importanza per la vita: la temperatura.

Ebbene, in questi 150 anni, spiegano gli scienziati, sono stati caratterizzati da questo cambiamento ambientale e che quest’ultimo è capace di influenzare, sensibilmente, la nostra capacità di regolare la temperatura corporea. Altri medici criticano le conclusioni dello studio degli esperti di Stanford, smentendo la loro teoria e affermando che questo cambiamento è iniziato già da più di due secoli fa.

Altro fattore della teoria universitaria di Stanford, è il miglioramento delle cure dentali e del trattamento delle malattie come la malaria e la tubercolosi: “Nel complesso, la frequenza degli stati infiammatori si è ridotta e di conseguenza i meccanismi che comportano una temperatura corporea più alta“.

In fondo, dietro lo studio di questi esperti, in realtà c’è un altro studioso importante. Infatti, il medico meticoloso, Karl Reinhold August Wunderlich, professore di un’università tedesca, in un periodo dove la medicina ancora era piuttosto incerta, fu uno dei primi a intuire, nella metà dell’Ottocento, che la febbre non fosse di per sé una malattia, ma un sintomo. Dopo arrivò alla conclusione che la temperatura ideale del corpo umano fosse 37°C.

La ricerca continua con alcuni ricercatori dell’Università di Maryland, dove nel 1992 su 148 pazienti si segnaló la media della temperatura corporea di 36,8°C. Un’altra ricerca, condotta nel 2017 su 35mila pazienti nel Regno Unito, stabilì un valore di 36,6°C.

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Cosa ne pensa l’autore
Salvatore Sasso

Salvatore Sasso - Come possiamo notare dai dati, in entrambi i casi elencati, persiste un valore inferiore a quello misurato nel periodo dell’Ottocento. Quello che può essere un campanello d’allarme è la possibilità che più tempo passa e più di ha un valore sempre più inferiore a quello precedentemente misurato. Bisogna cercare nuove risposte per domande del tipo: come sarà la nostra percezione del freddo o del caldo in futuro? Resisteremo di più al caldo o al freddo? Questo fenomeno è collegato in qualche modo allo scioglimento dei ghiacciai?

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