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Cambiamenti climatici: nevicata record nel Deserto del Sahara

Negli scorsi giorni, c'è stato un innalzamento anomalo in tutta Italia ma si è anche verificata una nevicata record nel Sahara, sembra quasi che il clima si sia invertito da un continente all'altro.

Ambiente
Pubblicato il 12 gennaio 2018, alle ore 13:04

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Cambiamenti climatici: nevicata record nel Deserto del Sahara

In circa 40 anni nel deserto del Sahara ha nevicato solo 3 volte, una nel 1979 mentre le altre due proprio negli ultimi anni, ovvero nell’inverno 2016-2017 e l’ultima volta quest’anno, l’8 gennaio, mentre in Italia si è verificato un’innalzamento delle temperatura grazie a venti di scirocco e libeccio che soffiavano proprio dall’Africa. Un’inversione di temperatura che ha capovolto la situazione climatica con temperature calde ed uniformi da nord a sud della nostra penisola e che ha fatto registratare una nevicata record nel Deserto del Sahara con soglie di 40 cm di neve sulle dune a 1200 metri di altezza.

La causa di questi cambiamenti climatici è da attribuirsi a un’altalena climatica che si sta verificando soprattutto nell’emisfero nord del pianeta mentre nell’emisfero sud (dove ora è estate) c’è stato qualche aumento di temperature con picchi di oltre 47° in Australia, temperatura che non si verificava da decenni.

I climatologhi affermano che quest’anno in Italia si stanno verificando anche precipitazioni straordinarie tanto da sembrare di essere nella stagione autunnale e i rischi di frane e smottamenti si fanno sempre più tangibili anche perchè il terreno non può assorbire tutta questa acqua.

Da ricordarsi sicuramente quanto è stato secco e asciutto tutto il 2017 e sicuramente con un clima strano: un’estate molto calda che si è prolungata per quasi tutto l’autunno e poi l’arrivo del freddo improvviso che ha portato con se anche tanta pioggia destinata a durare anche per i prossimi giorni in molte zone italiane.

Qualche nevicata c’è stata anche in Italia, ma nella norma, senza picchi. Il problema maggiore è che i manti nevosi che si sono depositati sono estremamente soffici e quindi fragili, non andatti alle attività sportive invernali in quanto i fiocchi di neve caduti erano bagnati e non si stanno verificando gelate in grado di compattare e solidificare la neve. Ma i problemi non riguardano solo gli amanti degli sci e di tutti gli sport invernali, ma soprattutto il rischio di valanghe che sta aumentando di molto sulle Alpi.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Sono in Sardegna da tre inverni e questo è certamente il più rigido, mi sembra quasi una compensazione dell'estremo caldo che si è sofferto in estate. La cosa bella è che sta piovendo molto e quindi le temperature dovrebbero leggermente innalzarsi ma non è affatto così. La cosa positiva potrebbe essere che almeno c'è una pausa per il riscaldamento climatico globale così da sciogliere di meno i ghiacciai?

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