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Antartide: in tre anni persa una superficie grande quanto il Messico

Stando ai risultati di un nuovo studio avente per oggetto il riscaldamento globale, i ghiacci marini persi dall’Antartide nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017 ammontano ad una superficie paragonabile a quella del Messico.

Ambiente
Pubblicato il 4 luglio 2019, alle ore 00:14

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Antartide: in tre anni persa una superficie grande quanto il Messico

Uno dei fenomeni che più allarma gli studiosi del global warming, è il possibile innalzamento del livello dei mari provocato dal continuo scioglimento dei ghiacci. L’aumento delle temperature a livello globale viene quindi costantemente monitorato, così come lo stato di salute delle due principali riserve di acqua localizzate nell’Artide e nell’Antartide.

In effetti proprio quest’ultima zona preoccupa maggiormente gli scienziati, in quanto interessata da un più rapido scioglimento dei ghiacci rispetto al Polo Nord. Stando a quanto documentato dai ricercatori della Nasa, questa zona nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017 ha perso una superficie paragonabile a quella del Messico.

Dati alla mano, le rilevazioni hanno permesso di scoprire la scomparsa di una massa di ghiaccio marino pari a 2 milioni di chilometri quadrati, una superfice pari a circa sei volte e mezzo quella dell’Italia. Per gli autori dello studio nessun tipo di corrente o di vento più giustificare una così repentina modifica della sua estensione. L’unico imputato sembra quindi essere riconducibile al riscaldamento globale.

I fautori di questa teoria sono convinti che solo l’aumento delle temperature sia in grado di spiegare quanto stia accadendo. Inoltre, così come si può apprendere dalle conclusioni di questa ricerca pubblicata sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas), coordinata dalla climatologa Claire Parkinson della Nasa, per circa 40 anni i ghiacci dell’Antartide sono aumentati, salvo poi invertire improvvisamente la tendenza proprio dal 2014.

Al momento non è chiaro se questo processo continuerà in futuro, resta il fatto che, come sottolineato da Mark Serreze, direttore del Centro nazionale dati su neve e ghiaccio, “l’Antartide finora non aveva mostrato i segni del riscaldamento globale nella stessa misura dell’Artico“.

Gli scienziati hanno però dovuto rilevare che lo scioglimento di questo tipo di ghiaccio che si forma in corrispondenza delle coste non ha un grande impatto sull’innalzamento del livello dei mari, ma riduce la superficie bianca capace di riflettere i raggi solari. In altre parole, questi ultimi anziché venire respinti vengono assorbiti dalle acque scure dell’oceano, inevitabilmente destinate a riscaldarsi.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ancora una volta gli scienziati si trovano a dover rilevare le conseguenze del global warming. Da quanto emerge, il trend in atto nell’Antartide appare proprio un rebus. È chiaro che i risultati dovranno essere approfonditi, monitorando gli sviluppi di un fenomeno che a quanto pare sembra avere dei risvolti potenzialmente imprevedibili.

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