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Amazzonia sotto attacco, deforestazione, cambiamenti climatici e genocidio degli indios

La resistenza dei popoli indigeni per la loro sopravvivenza e contro la propria estinzione ha tutelato parte della foresta sino ad oggi, ma nel 2020 l'Amazzonia ha subito la più grande deforestazione degli ultimi 12 anni.

Ambiente
Pubblicato il 28 giugno 2021, alle ore 09:41

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Amazzonia sotto attacco, deforestazione, cambiamenti climatici e genocidio degli indios

Amazzonia, l’ultimo polmone verde del mondo, e la politica fallimentare di Bolsonaro, portano a un suo probabile attacco su ogni fronte, è stata approvata infatti la PL490, una legge contro la popolazione indios, che vive la zona, che apre allo sfruttamento di quelle parti dell’Amazzonia che hanno resistito alla deforestazione perché difese dai popoli indios che vivono nelle terre demarcate

Gli indios dovranno dunque dimostrare la loro appartenenza a quelle terre indigene, nel caso contrario, allontanati, di modo che la terra venga sfruttata al massimo. Intervento fortemente voluto dal governo, che mira a disboscare l’ultimo paradiso esistente a scopo di lucro, gli indios sono stati spesso non tutelati e attaccati su vari fronti, per essere cacciati dal loro habitat, invaso da cercatori d’oro, che bruciano le case degli indios provocando morti, latifondisti, e tagliatori di legna, con questa legge si mira ad estirpare gli ultimi indios dalle loro terre portandoli all’estinzione.

La politica di Bolsonaro vuole costruire miniere, centrali idroelettriche, strade dentro le aree indigene e per poterlo fare deve espellere gli indios. Nel 2020, l’Amazzonia ha subito la più grande deforestazione degli ultimi 12 anni: 1.085.100 ettari sono stati distrutti, per non parlare dei cambiamenti climatici che la minacciano, e gli ettari bruciati fino ad oggi con la politica sono aumentati del 48%.

Lo scienziato Carlos Nobre, premio Nobel per la Pace, ha affermato che l’Amazzonia oggi rischia la desertificazione. Gli indios stanno facendo tutto il possibile per protestare a Brasilia, di modo che questa legge non passi al Senato. Si tenta il tutto per tutto ma il punto di non ritorno è già stato raggiunto. 

L’Istituto Evandro Chagas, un’organizzazione di ricerca sulla salute pubblica a Belém, capitale dello stato del Parà in Brasile nel cuore dell’Amazzonia, ha identificato circa 220 diversi tipi di virus in Amazzonia, 37 dei quali possono causare malattie negli esseri umani e 15 con il potenziale di causare epidemie. 

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Bisogna fare presto affinchè il governo Bolsonaro finisca, sta facendo dei danni ingenti in Brasile e nessuno se ne rende conto, sono preoccupata perchè non sarà preservata neppure l'amazzonia, che è l'ultima parte verde, pulsante del mondo, che in mano a uomini senza scrupoli si trova sotto attacco, spero che gli indios vincano la loro battaglia.

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