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Allarme del WWF: in 44 anni scomparso il 60% della fauna selvatica

In meno di 50 anni la biodiversità della fauna del nostro pianeta è stata decimata. A certificarlo è l’ultimo dossier del WWF, intitolato "Living Planet Report 2018", al quale hanno partecipato più di 50 esperti provenienti da tutto il mondo.

Ambiente
Pubblicato il 30 ottobre 2018, alle ore 16:22

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Allarme del WWF: in 44 anni scomparso il 60% della fauna selvatica

L’ultimo dossier del WWF, intitolato “Living Planet Report 2018“; non lascia spazio a dubbi: dal 1970 al 2014, il 60% della popolazione di mammiferi, uccelli, pesci, anfibi e rettili è scomparso per sempre dal nostro pianeta. Il rapporto, realizzato con il supporto di oltre 50 esperti internazionali e con la collaborazione della “Zoological Society of London”, è di quelli che sollevano non poche preoccupazioni.

Il trend che sta annientando la fauna mondiale, oltre ad avere dei connotati davvero inquietanti, non conosce nemmeno una pausa. La decimazione viene qui vista come un attentato alla biodiversità e alla sopravvivenza di ulteriori 8.500 specie considerate a rischio estinzione. A finire sotto la lente d’ingrandimento sono le politiche di eccessivo sfruttamento delle risorse agricole, fenomeni che modificano inesorabilmente gli habitat naturali degli animali.

Non sorprende quindi che dal 1500, il 75% delle estinzioni di specie vegetali e animali è stata causata proprio dall’eccessivo utilizzo delle risorse agricole. Nella spasmodica ricerca di spazi coltivabili, troppo spesso si procede con politiche dissennate di deforestazione. Non da ultimo bisogna aggiungere il sempre più marcato fenomeno legato all’inquinamento. Si viene così a creare un mix distruttivo che al momento non conosce freni.

Il tutto è confermato da un altro dato molto inquietante: negli ultimi 50 anni il consumo di risorse naturali è aumentato del 190%. Urge quindi invertire la rotta, avendo a cuore l’adozione di un sistema più ecosostenibile. Secondo l’Intergovernamental Science/Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), ad oggi meno del 25% della superficie terrestre mantiene le sue condizioni naturali. Con gli attuali trend di sfruttamento, tale dato potrebbe ridursi al 10% entro il 2050. La stessa erosione del suolo mina infatti il benessere di 3,2 miliardi di persone.

La situazione è davvero pessima e continua a peggiorare“, ha commentato il direttore generale del WWF internazionale, Marco Lambertini. “L’unica buona notizia”, ha dovuto concludere “è che ora sappiamo esattamente cosa sta succedendo“. Conosciamo quindi il male, ma contrastarlo è una sfida alla quale ognuno di noi è chiamato a rispondere.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Come spesso ribadito, la biodiversità è la colonna portante della sopravvivenza. Andare a minarla non solo ci impoverisce, ma mette a rischio il nostro stesso benessere e quello delle future generazioni. Ad allarmare non è solo la constatazione dei danni arrecati, ma anche la difficoltà ad invertire il trend in atto.

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