Arriva iCub, il robot ‘casalingo’

Il robot androide iCub è stato sviluppato dall’Istituto italiano di tecnologia di Genova, ha la forma e le dimensioni di un bambino di 4 anni, è alto 104 cm e pesa 22 kg; possiede mani di metallo, due telecamere per gli occhi, due microfoni per le orecchie e uno speaker…

Arriva iCub, il robot ‘casalingo’

Il robot androide iCub è stato sviluppato dall’Istituto italiano di tecnologia di Genova, ha la forma e le dimensioni di un bambino di 4 anni, è alto 104 cm e pesa 22 kg; possiede mani di metallo, due telecamere per gli occhi, due microfoni per le orecchie e uno speaker per la bocca.

iCub è anche in grado di imparare e muoversi in maniera autonoma, oltre che comunicare tramite espressioni del volto; sorride se fa bene qualcosa, storce il naso se non capisce e si corregge quando sbaglia poiché è progettato per imparare dai suoi errori, in base all’esperienza. Le varie componenti sensoriali, infatti, sono integrate tra loro in modo da ricostruire ed archiviare un’esperienza in modo da poter riutilizzarla in futuro.

Lo scopo principale di questa invenzione nel campo della robotica è assistere le persone anziane, svolgendo semplici azioni come prendere determinati oggetti o raccoglierli da terra; ma, in generale, il compito di iCub sarà affiancare gli esseri umani in ambienti pubblici come stazioni, aeroporti, metropolitane, ecc..

Le sue funzioni saranno molto simili a quelle che attualmente sono presenti sui comuni smartphone.

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La sua pelle artificiale permette ad iCub di avere migliaia di punti sensibili su tutto il corpo, avendo così la possibilità di misurare le forze che riceve dall’esterno ed, eventualmente, mantenere l’equilibrio se urtato o spinto. L’umanoide iCub ha già superato diversi test effettuati dai ricercatori, tra cui il “test dell’ariete”, in cui il robot è riuscito a restare in equilibrio su una gamba sola, improvvisando anche una danza, mentre un ricercatore lo spintonava per farlo cadere.

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“Con questi progressi nell’equilibrio di iCub –sottolinea Giorgio Metta, Direttore iCub Facility dell’Istituto Italiano di Tecnologia– abbiamo completato una fase fondamentale di sviluppo di questa tecnologia per farla uscire dai laboratori e renderla disponibile per l’uomo; oggi un robot costa circa 250.000 euro –prosegue Metta– ed è naturalmente fuori da ogni mercato. Robot di questo tipo possono essere utilizzati solo nei laboratori. Vorremmo arrivare ad un prodotto che non costi più di un’utilitaria, ossia sotto i 10.000 euro e possibilmente anche meno. Per questo si stanno studiando nuovi materiali plastici da sostituire al metallo e si progettano componenti che sarà possibile produrre su larga scala”.

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