Un nuovo vaccino contro lo pneumococco è pronto

Questo è un momento storico nel quale a quanto sembra, il vaccino non è molto in "voga" o molto ben visto, tanto che, in questi giorni, nel nostro paese è scattata addirittura l'allerta

Un nuovo vaccino contro lo pneumococco è pronto

Questo è un momento storico nel quale, a quanto sembra, il vaccino non è molto in “voga” o molto ben visto, tanto che, in questi giorni, nel nostro paese è scattata addirittura l’allerta, poichè, sopratutto tra i bambini, stanno tornando malattie debellate e il motivo, è dovuto proprio al crollo della vaccinazione.

E’ in questa particolare fase che, direttamente dagli Usa, giungono voci che i vaccini anti-pneumococco, che difendono nello specifico da polmoniti e meningiti, sono altamente raccomandati soprattutto agli over 65. Si stima che, offrendo la possibilità di estendere questi vaccini a tutta la popolazione, si risparmierebbero decisamente tante vite. A dirlo sono appunto le nuove linee guida americane sulla vaccinazione, pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine, e redatte dal gruppo di ricerca del Centro Nazionale per le vaccinazioni.

I ricercatori suggeriscono di somministrare in sequenza ben due tipi di vaccini anti-pneumococco appunto, uno dal nome 13-valente ( in grado di uccidere 13 batteri differenti) e l’altro il 23-valente (protettivo negli altri 23 tipi conosciuti). Anche in Italia ovviamente, questa notizia ha avuto risalto e spessore, tanto che il rettore dell’università di Napoli, Giuseppe Paolisso, invita a rivedere anche da noi il Piano Nazionale Vaccini, che al momento appunto non vede come obbligatorio questo tipo di vaccino.

Ricordiamo che, tale vaccino, potrebbe quindi essere obbligatorio o comunque caldamente consigliato per gli over 65 ma non solo, visto che, anche gli immunocompetenti, potrebbero beneficiarne e avere una copertura intorno al 60%. Negli anziani, tale copertura dovrebbe essere maggiore e durare tutta la vita. Nel caso in cui, non si siano raggiunti i 65 anni di età, ma si soffra di scompenso cardiaco, diabete mellito, insufficienza renale cronica e pneumopatia cronica il vaccino è pur sempre raccomandato.

Si suppone che, grazie all’eventuale diffusione di questo vaccino, si possa abbattere di buone unità il numero di degenze negli ospedali italiani per le complicanze respiratorie date dall’influenza nei soggetti sopra elencati. Oggi, ci sono quasi 600 morti all’anno per complicanze dovute all’influenza, e grazie a tale vaccino, si potrebbe ridurre questo numero anche oltre il 60%. Non resta quindi che aspettare questa campagna di vaccinazione.

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