L’Organizzazione Non Governativa Medici del Mondo ha presentato, nei giorni scorsi, all’Ufficio Europeo dei Brevetti un ricorso contro il brevetto del Sofosbuvir, un antivirale ad azione diretta utilizzato nel trattamento dell’Epatite C, che in combinazione con altri farmaci, farebbe ottenere al paziente una risposta virologica sostenuta (SVR) già dopo 12 settimane di trattamento.
Questo tipo di ricorso giuridico, già utilizzato in Brasile e in India, permette di impugnare la validità di un brevetto e, nel caso in cui il processo avesse esito positivo, il farmaco potrebbe entrare in competizione con la sua versione generica, fatto che ridurrebbe in maniera decisamente considerevole il prezzo.
Secondo quanto segnala la ONG, il prezzo del farmaco nato dai laboratori di una piccola casa farmaceutica di Princeton, nel New Jersey (Pharmasset), acquisita nel 2011 dalla californiana Gilead, passerebbe a circa 88 euro.
L’attuale prezzo del Sofosbuvir è “esorbitante”, aggiunge l’organizzazione e il costo di una cura di 12 settimane con è superiore ai 40.000 euro in Francia, Germania, Inghilterra o Spagna, e 84 mila dollari negli Stati Uniti, “cosa che ne impedisce l’accesso a numerosi pazienti”.
Medici del Mondo sostiene che, certamente l’utilizzo di questo farmaco nel trattamento dell’epatite C rappresenta un progresso terapeutico “importante”, ma che la “molecola stessa non rappresenta una tale novità da giustificare un brevetto”.
L’organizzazione riconosce “la lotta che le associazioni delle persone affette da questa patologia hanno intrapreso in Spagna per difendere i loro diritti”, e aggiunge che Medici del Mondo crede che “qualunque barriera che impedisca l’accesso alle cure che possano migliorare la salute delle persone è una limitazione dei diritti umani, e pertanto, una situazione ingiusta”.
Nel mondo, circa 150 milioni di persone sono colpite da epatite C, e si stima che 9 milioni di essi vivano nell’Unione europea: in Spagna sono circa 700.000 le persone che hanno contratto il virus, delle quali circa 480.000 hanno sviluppato la malattia. In Italia sono 400.000 i malati affetti da virus Hcv, ma solo 30.000 di essi possono ottenere il rimborso della cura.
Dal 5 dicembre scorso, infatti, in seguito alla determina dell’AIFA pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, il medicinale sofosbuvir, è stato inserito, come classe di rimborsabilità, in fascia A.