YouTube accelera sul fronte dell’esperienza mobile e rende finalmente globale una delle funzioni più richieste: il Picture-in-Picture, che ora arriva anche agli utenti non abbonati su Android e iOS. Si tratta di un passo importante nella strategia della piattaforma, che punta a rendere la fruizione dei contenuti sempre più flessibile e integrata con l’uso quotidiano dello smartphone. Il PiP consente infatti di continuare a guardare un video in una finestra flottante ridimensionabile mentre si utilizzano altre app, trasformando YouTube in un vero strumento di intrattenimento multitasking.
Il funzionamento è semplice ma estremamente efficace: avviando un video e uscendo dall’app, questo continua automaticamente a essere riprodotto in una piccola finestra mobile, che può essere spostata liberamente sullo schermo e adattata alle esigenze dell’utente. Un tocco rapido permette di mettere in pausa, riprendere la visione o tornare all’app completa, mantenendo sempre il controllo dell’esperienza. È una soluzione ormai familiare per chi utilizza piattaforme video avanzate, ma il fatto che venga estesa su larga scala anche agli utenti gratuiti rappresenta una novità significativa.
L’aggiornamento non è però privo di limiti. YouTube ha deciso di mantenere alcune differenze tra utenti free e abbonati, in particolare per quanto riguarda i contenuti musicali. Il Picture-in-Picture, infatti, non sarà disponibile per video musicali, tracce ufficiali o contenuti simili per chi non dispone di un abbonamento Premium. In questo caso, la riproduzione continuerà a richiedere la permanenza nell’app o l’accesso alle funzionalità a pagamento. Gli utenti Premium, invece, continueranno a beneficiare di un’esperienza completa, con la possibilità di utilizzare il PiP anche per la musica e con il supporto alla riproduzione in background quando la finestra viene chiusa.
Dal punto di vista della disponibilità, il rollout è già iniziato e proseguirà nei prossimi mesi a livello globale, con un requisito minimo su dispositivi Apple fissato a iOS 15 o versioni successive. Negli Stati Uniti la funzione era già parzialmente diffusa, mentre ora l’estensione coinvolge anche il resto del mondo, colmando un gap che aveva fatto discutere negli anni passati.