X Pro diventa un lusso: l’ex TweetDeck ora costa 40 euro al mese e scatena le polemiche

X Pro, l’evoluzione di TweetDeck su X, diventa accessibile solo tramite l’abbonamento Premium Plus da circa 40 euro al mese, una scelta che colpisce soprattutto giornalisti e professionisti abituati a utilizzare lo strumento gratuitamente o a costi contenuti.

X Pro diventa un lusso: l’ex TweetDeck ora costa 40 euro al mese e scatena le polemiche

Nuovo cambio di rotta per X, il social guidato da Elon Musk, che nelle ultime ore ha deciso di rendere X Pro accessibile esclusivamente agli utenti abbonati al piano Premium Plus, dal costo di circa 40 euro al mese. Una scelta che segna un ulteriore passo nella trasformazione della piattaforma verso un modello sempre più orientato ai servizi a pagamento, ma che ha già generato numerose reazioni tra utenti e professionisti. X Pro rappresenta ciò che resta di TweetDeck, uno degli strumenti più apprezzati negli anni per la gestione avanzata dei contenuti.

Si tratta di una web app che consente di organizzare il flusso di informazioni in colonne personalizzabili, permettendo di monitorare in tempo reale timeline, notifiche, messaggi e liste. Un tool fondamentale soprattutto per giornalisti, social media manager e utenti power, che utilizzano la piattaforma in modo intensivo e strutturato.

Per anni gratuito, TweetDeck aveva già subito un primo cambiamento con l’arrivo di Musk, venendo integrato nel sistema di abbonamenti e reso disponibile nel piano intermedio da circa 8 euro al mese. Ora, con l’ultimo aggiornamento, il costo di accesso è stato di fatto quintuplicato, rendendo lo strumento accessibile solo a una fascia ristretta di utenti disposti a sostenere una spesa ben più elevata.

Uno degli aspetti più discussi riguarda le modalità con cui è stata introdotta la modifica. Il passaggio al piano Premium Plus è avvenuto senza preavviso e senza alcun periodo di transizione, lasciando molti utenti che avevano sottoscritto l’abbonamento precedente improvvisamente privi di una funzionalità chiave. Una gestione che ha alimentato il malcontento, soprattutto tra chi utilizzava X Pro come strumento di lavoro quotidiano. Dal punto di vista formale, la piattaforma si tutela attraverso i propri termini di servizio, che prevedono la possibilità di modificare in qualsiasi momento le funzionalità incluse nei vari piani.

Tuttavia, nella pratica, è raro che cambiamenti di questo tipo vengano implementati in modo così rapido e senza comunicazioni preventive, elemento che ha contribuito ad aumentare le critiche. Nel frattempo, da X arrivano anche indicazioni su possibili evoluzioni future. Secondo alcune dichiarazioni interne, l’azienda starebbe lavorando a una nuova funzionalità destinata a superare X Pro in termini di potenza e flessibilità, lasciando quest’ultimo come strumento di nicchia per esigenze professionali molto specifiche.

Resta però da capire se questa nuova soluzione sarà inclusa negli stessi piani o se seguirà una logica simile, mantenendo quindi una barriera economica elevata. L’introduzione del piano Premium Plus si inserisce in una strategia più ampia che punta a diversificare le entrate della piattaforma. Oltre a X Pro, gli abbonamenti offrono vantaggi come maggiore visibilità dei contenuti, possibilità di modifica dei post, pubblicazioni più lunghe e accesso più ampio alle funzionalità dell’AI Grok.

Le versioni più costose riducono anche la presenza di pubblicità e migliorano ulteriormente l’esperienza utente. In questo contesto, la scelta di rendere X Pro un servizio premium rafforza l’idea di una piattaforma sempre più orientata ai professionisti e agli utenti disposti a pagare per funzionalità avanzate. Tuttavia, il rischio è quello di allontanare una parte della base storica, abituata a utilizzare strumenti come TweetDeck in modo gratuito o a costi contenuti. Il cambiamento è già attivo anche in Italia e rappresenta un ulteriore tassello nella trasformazione di X sotto la guida di Musk. Una trasformazione che continua a dividere, tra chi apprezza l’evoluzione verso un ecosistema più strutturato e chi, invece, vede in queste scelte un progressivo allontanamento dallo spirito originario della piattaforma.

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