Il servizio delivery, quindi la consegna a casa da parte dei rider del cibo che si ordina a casa, sta per diventare un affare scolastico. Infatti sembra finita l’epoca dei panini avvolti nella stagnola, nel pezzo di pizza da comprare al bar all’angolo, oggi il delivery arriva anche nelle scuole. Agli studenti, muniti di smartphone, basta ordinare il piatto che desiderano per poterlo mangiare in aula. Una decisione che divide.
Ovviamente tutto ciò non piace alle scuole per cui lo staff scolastico ha già messo i primi veti. L’arrivo dei rider creerebbe alcune problematiche, a cominciare dal fatto che degli estranei possano entrare e uscire da scuola, senza contare le norme HACCP o ancora potrebbero essere fonte di disturbo per la didattica e le lezioni degli allievi.
Nei giorni scorsi, è stato pubblicato sui social quali TikTok e Instagram un video già diventato virale in cui si vede proprio dei ragazzi prendere il cibo dalla finestra della propria aula che gli stessi rider consegnano. Tra l’altro, una pratica vietata in quello stesso istituto. Un video che apre un dibattito su cosa mangiano i ragazzi e sulla loro alimentazione anche scolastica.
Tramite un sondaggio realizzato da Skuola.net, più dell’80% degli studenti sarebbe contrario a questo divieto. Molti degli studenti infatti lamentano il fatto che all’interno della propria scuola non vi sia un bar interno e non si trovano centri commerciali nelle vicinanze. Inoltre, le vending machine, ovvero i classici distributori vendono esclusivamente merendine o patatine che non sarebbero sazianti a sfamare gli studenti.
Gli stessi studenti chiedono che si possa usare il servizio di delivery nei casi di emergenza, come quando si dimentica il pranzo a casa per esempio e in orari che non vadano a interferire con le lezioni e la didattica. Il vero problema rimane la qualità dell’alimentazione dei ragazzi non tanto il rider che entra in aula.