Storia a scuola dal 2026/27: un percorso per comprendere il passato e il presente

Dal 2026/27 la Storia cambia: meno nozioni, più narrazione e collegamenti tra eventi. Primaria e medie puntano su identità italiana, civiltà e comprensione del presente.

Storia a scuola dal 2026/27: un percorso per comprendere il passato e il presente

Dal 2026/27 la Storia nelle scuole italiane subirà un’importante trasformazione, non solo nei contenuti, ma anche nel modo in cui viene insegnata e percepita dagli alunni. L’obiettivo delle nuove Indicazioni è fare della disciplina uno strumento per comprendere il presente, leggere la formazione dell’identità nazionale e interpretare i rapporti tra civiltà, istituzioni e trasformazioni sociali.

Nella scuola primaria, i primi due anni non prevedono uno studio tradizionale della Storia, ma favoriscono familiarità con il passato e il territorio. I bambini esploreranno il proprio quartiere, i monumenti, le piazze e i luoghi pubblici, introducendo concetti legati alla cultura e alla civiltà occidentale attraverso narrazioni semplici tratte da testi classici.

Nel secondo anno si amplia la prospettiva sull’Italia, con temi come la nascita dello Stato nazionale, il Risorgimento, l’inno di Mameli e i principi fondamentali della Costituzione. Dal terzo anno in poi, il percorso diventa storico vero e proprio: si parte dalla preistoria, si attraversano le prime civiltà mediterranee e del Vicino Oriente fino a Grecia e Roma, presentate come realtà intrecciate più che mondi separati.

La riforma privilegia la comprensione dei processi rispetto all’accumulo di dati, concentrandosi su ciò che davvero aiuta a comprendere il passato umano. Alle scuole medie, il focus si sposta sulla storia europea e occidentale, con uno studio graduale dal Medioevo fino alla contemporaneità. Dal primo anno si analizzano feudalesimo, città e mercati, Rinascimento, scoperte geografiche e Illuminismo. Il secondo anno approfondisce le rivoluzioni americana e francese, il Risorgimento e il colonialismo.

Infine, il terzo anno copre il Novecento, dalla Prima guerra mondiale alle trasformazioni globali del secondo dopoguerra e la storia dell’Italia repubblicana fino agli anni ’90. L’approccio privilegia la narrazione e il collegamento tra eventi, evitando frammentazioni e accumulo di nozioni, e integra fonti e strumenti tecnologici come supporto all’insegnamento. In questo modo, la Storia diventa una lente per comprendere il mondo, sviluppare consapevolezza civica e rafforzare l’identità degli studenti, offrendo strumenti concreti per leggere i cambiamenti sociali e culturali di ieri e di oggi.

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