La personalizzazione è uno degli elementi più apprezzati dagli utenti delle piattaforme digitali. Che si tratti di film, serie TV o musica, avere suggerimenti in linea con i propri gusti rende l’esperienza più piacevole e coinvolgente. Proprio per questo Spotify sta sperimentando una nuova funzione pensata per offrire un controllo molto più diretto sul funzionamento dell’algoritmo che suggerisce brani, artisti e podcast.
La novità si chiama Taste Profile e rappresenta un tentativo concreto di rendere più trasparente il modo in cui la piattaforma interpreta i gusti musicali degli utenti. Al momento la funzione è ancora in fase di test e viene distribuita solo a un numero ristretto di utenti Premium selezionati in Nuova Zelanda. Chi ha accesso alla novità può trovarla entrando nella sezione del proprio profilo e selezionando la voce dedicata dal menu laterale. L’obiettivo di questa fase è raccogliere feedback e capire se la nuova modalità di gestione dei suggerimenti musicali può migliorare realmente l’esperienza di ascolto.
Taste Profile introduce una schermata in cui vengono mostrati chiaramente i principali elementi che influenzano le raccomandazioni della piattaforma. Gli utenti possono vedere quali artisti ascoltano più spesso, quali generi musicali dominano la loro attività e quali tendenze stanno emergendo nel loro comportamento di ascolto. In questo modo il funzionamento dell’algoritmo diventa molto più comprensibile rispetto al passato, quando i suggerimenti arrivavano senza spiegazioni evidenti.
La vera novità però è la possibilità di intervenire direttamente su questi parametri. Se Spotify continua a suggerire un artista che non interessa più oppure insiste su un genere musicale che non rappresenta più i gusti dell’utente, sarà possibile segnalarlo e modificare il proprio profilo musicale. L’utente potrà indicare, per esempio, di voler ricevere più suggerimenti legati all’hip hop, ridurre la presenza del pop oppure orientare l’algoritmo verso brani più energici e adatti a un allenamento sportivo. Questo approccio rende il sistema di raccomandazione molto più dinamico e personalizzato.
Il funzionamento ricorda in parte alcune funzioni introdotte negli ultimi mesi, come le playlist generate tramite richieste scritte dagli utenti. In quel caso è sufficiente descrivere il tipo di playlist desiderata per ottenere una selezione automatica di brani coerenti con la richiesta. Taste Profile spinge però il concetto ancora più avanti, perché permette di influenzare stabilmente il modo in cui l’algoritmo interpreta le preferenze musicali. La nuova funzione non riguarda solo la musica. Spotify ha deciso di estendere la personalizzazione anche ai podcast, permettendo agli utenti di intervenire sulle raccomandazioni relative a questo tipo di contenuti audio. In questo modo il sistema potrà offrire suggerimenti più precisi anche per chi utilizza la piattaforma per ascoltare programmi informativi, interviste o contenuti di intrattenimento.
Accanto a Taste Profile arrivano anche piccoli miglioramenti dedicati agli utenti che seguono molti podcast. Nel feed chiamato “Following” sono stati introdotti nuovi filtri che consentono di organizzare meglio gli episodi disponibili. Ora è possibile visualizzare solo quelli non ancora ascoltati, quelli già iniziati oppure limitare la lista ai podcast video. Questa funzione rende più semplice orientarsi tra i contenuti e tenere traccia delle puntate da recuperare. La fase di test servirà a capire se queste novità verranno effettivamente rilasciate su scala globale. Come spesso accade nel mondo delle app, molte funzioni vengono provate con gruppi ristretti di utenti prima di essere distribuite a tutti. Tuttavia l’idea di rendere modificabile il proprio profilo musicale rappresenta un passo interessante verso un futuro in cui gli algoritmi non saranno più solo strumenti automatici, ma sistemi sempre più modellabili in base alle preferenze personali degli utenti.