Il virus Nipah torna al centro dell’attenzione internazionale dopo i primi casi registrati in India e l’aumento delle segnalazioni in altri Paesi asiatici. Al momento la situazione non desta particolare preoccupazione in Europa e nei Paesi occidentali, ma il quadro viene osservato con estrema attenzione dalle autorità sanitarie internazionali per il potenziale evolutivo di questo patogeno.
L’Organizzazione mondiale della sanità lo considera infatti una delle minacce emergenti più rilevanti per la salute globale, soprattutto per una combinazione di fattori che lo rendono particolarmente complesso da gestire. Il virus Nipah è stato identificato per la prima volta nel 1999 in Malesia e appartiene alla famiglia dei Paramyxovirus. La sua pericolosità è legata all’elevata letalità osservata nei focolai storici, all’assenza di terapie specifiche e alla capacità di trasmissione interumana in determinate condizioni.
Proprio questi elementi hanno spinto OMS ed ECDC a rafforzare la sorveglianza epidemiologica nelle aree considerate a rischio, soprattutto nel Sud e Sud-Est asiatico, dove il virus è endemico. In questo contesto si inserisce una notizia rilevante sul fronte della ricerca scientifica. Un team di ricercatori giapponesi ha annunciato l’avvio dei primi test sull’uomo di un vaccino contro il virus Nipah, segnando un passaggio importante dopo anni di studi preclinici. Il candidato vaccinale, denominato MV-NiV, è stato sviluppato presso l’Istituto di Scienze Mediche dell’Università di Tokyo e si basa su un vaccino contro il morbillo vivo attenuato, modificato per includere il gene G del virus Nipah nella sua variante malese. Nei test sugli animali ha mostrato una risposta immunitaria considerata promettente, aprendo la strada alla sperimentazione clinica.
La Fase I dello studio inizierà all’inizio di aprile in Belgio e coinvolgerà 60 volontari adulti. L’obiettivo principale di questa fase è valutare la sicurezza del vaccino e la sua tollerabilità nell’uomo. Se i risultati saranno positivi, la Fase II partirà a dicembre e interesserà circa 300 persone tra i 18 e i 55 anni in Bangladesh, uno dei Paesi più esposti al virus Nipah. Questa fase sarà condotta in collaborazione con l’Università di Oxford e con il supporto della European Vaccine Initiative, una partnership europea senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo di vaccini contro patogeni emergenti.
Il serbatoio naturale del virus Nipah è rappresentato principalmente dai pipistrelli del genere Pteropus, diffusi in vaste aree dell’Asia. Il passaggio all’uomo può avvenire attraverso il contatto diretto con secrezioni animali come saliva o urina, oppure tramite il consumo di alimenti contaminati, ad esempio frutta non lavata o prodotti ricavati dalla linfa di palma. In passato sono stati documentati anche casi di contagio che hanno coinvolto animali da allevamento, in particolare i suini, che hanno facilitato la diffusione dell’infezione. Un aspetto che rende Nipah particolarmente attenzionato è la possibilità di trasmissione tra persone. Pur non essendo la modalità più comune, è stata osservata in contesti familiari e sanitari, soprattutto in presenza di contatti stretti e misure di protezione insufficienti.