Il 2026 si apre con aggiornamenti e novità significative per i principali protagonisti del mondo tech. Google estende il supporto software del Pixel Tablet fino al 2028, elimina una rete proxy nascosta su milioni di dispositivi Android e integra Gemini in Maps per chi cammina o va in bici, mentre sperimenta l’avvio automatico di Chrome e nuove funzioni AI su Google Foto, oltre a lanciare Project Genie per mondi virtuali interattivi. Apple punta su innovazioni hardware e software, preparando l’iPhone 18 Pro con apertura variabile, trasformando Pro Apps for Education in abbonamento e portando Komoot su Apple Watch come navigatore outdoor completo. Samsung rilancia la serie Galaxy F70 con strumenti di IA per creator e si prepara al debutto dei Galaxy S26, con S26 Ultra top di gamma da 6,9″ Dynamic AMOLED, S Pen, processori Exynos 2600 o Snapdragon 8 Elite Gen 5 e fotocamere fino a 200 MP, confermando una strategia orientata a prestazioni, intelligenza artificiale e differenziazione della gamma.
Mondo Google
Fitbit, nuova scadenza per la migrazione obbligatoria verso Google
Google ha fissato al 19 maggio 2026 la nuova scadenza per completare la migrazione degli account Fitbit verso l’ecosistema Google. La proroga riguarda principalmente gli utenti storici, mentre i nuovi iscritti già utilizzano l’accesso tramite account Google. Dopo questa data, l’accesso ai servizi Fitbit sarà consentito solo tramite account Google, mentre i dati degli account non migrati potranno essere scaricati fino al 15 luglio 2026, superata la quale saranno eliminati.
Pixel Tablet avrà più aggiornamenti Android, ma resta il dubbio sul supporto in Italia
Google ha deciso di allungare in modo significativo il ciclo di vita del Pixel Tablet, estendendo sia gli aggiornamenti di Android sia le patch di sicurezza fino a giugno 2028, andando ben oltre quanto promesso al lancio. Un’ottima notizia per gli utenti, che vedono il tablet del 2023 avvicinarsi alla nuova politica di supporto a lungo termine già adottata sui Pixel più recenti. Tuttavia, la situazione non è ancora del tutto chiara per il mercato italiano: mentre negli Stati Uniti l’estensione è già confermata ufficialmente, nel nostro Paese la documentazione continua a indicare la fine degli aggiornamenti di sistema a giugno 2026, con la sicurezza garantita fino al 2028. Considerando che il Pixel Tablet è arrivato in Italia solo nel 2024 e che Google ha già dimostrato in passato di uniformare il supporto anche fuori dagli USA, è plausibile aspettarsi lo stesso trattamento, ma al momento manca una conferma formale. In ogni caso, l’iniziativa rafforza la posizione di Google sul fronte della longevità software e rende il Pixel Tablet una proposta ancora più interessante per chi cerca un dispositivo Android destinato a durare nel tempo.
Google smantella una rete proxy nascosta su milioni di smartphone Android
Google ha disattivato una vasta infrastruttura occulta che operava silenziosamente su milioni di dispositivi Android, trasformandoli senza consenso in nodi di rete utilizzati da terzi per instradare traffico online e mascherarne l’origine. L’operazione, avvenuta tramite un’ordinanza di un tribunale federale statunitense, ha portato alla chiusura di numerosi siti e sistemi backend riconducibili a Ipidea, società cinese indicata come responsabile della gestione di una delle più grandi reti di proxy residenziali mai individuate. La diffusione avveniva principalmente tramite app gratuite e software che integravano componenti proxy nascosti, incentivati economicamente in base ai download. Play Protect ha identificato e rimosso automaticamente le applicazioni coinvolte, permettendo a Google di disconnettere circa nove milioni di dispositivi e di bloccare centinaia di app collegate alla stessa infrastruttura, riducendo in modo significativo l’operatività della rete.
Google espande Gemini su Maps: supporto anche per spostamenti a piedi e in bici
Google amplia l’integrazione di Gemini in Google Maps andando oltre la sola navigazione in auto e introducendo il supporto intelligente anche per chi si muove a piedi o in bicicletta. L’assistente AI diventa così un vero compagno di viaggio, capace di offrire indicazioni vocali senza mani, suggerimenti contestuali in tempo reale e raccomandazioni basate sul percorso mentre si esplora una città. Durante una camminata, Gemini può rispondere a domande sulla posizione attuale o segnalare locali e punti di interesse lungo il tragitto, mentre per i ciclisti fornisce assistenza vocale continua, permettendo di controllare orari, tempi di arrivo o inviare messaggi senza toccare lo smartphone. Restano ovviamente attive anche le funzioni già disponibili alla guida, come la ricerca di soste, colonnine di ricarica, ristoranti, la condivisione dell’orario di arrivo o la segnalazione delle condizioni del traffico. Il tutto sfruttando i dati aggiornati di Google Maps per suggerimenti sempre coerenti con il contesto. La nuova esperienza di navigazione con Gemini è in fase di distribuzione globale su Android e iOS, in tutti i Paesi in cui l’assistente è supportato.
Chrome pronto all’avvio di Windows: comodità o nuovo nemico della memoria?
Google sta testando una nuova opzione che potrebbe far discutere: nelle versioni più recenti di Chrome Canary è comparsa la possibilità di avviare automaticamente il browser all’accensione del PC. L’impostazione, disattivata di default, punta a rendere più immediato l’accesso a web app e servizi online per chi lavora quasi esclusivamente dal browser, ma riaccende anche il tema storico del consumo di RAM di Chrome. Se da un lato avere il browser già pronto può far risparmiare qualche secondo, dall’altro su computer meno recenti o con dotazioni di memoria limitate il rischio è quello di appesantire l’avvio del sistema e ridurre la reattività iniziale. Al momento la funzione è visibile solo a una parte degli utenti Canary e non è chiaro se arriverà nella versione stabile, ma è una novità che va valutata con attenzione, soprattutto in un periodo in cui l’hardware non cresce più così rapidamente come in passato.
Google lancia Project Genie: mondi AI interattivi creati e generati in tempo reale
Google ha iniziato il rilascio di Project Genie, un prototipo sperimentale ospitato in Google Labs che permette di creare, esplorare e rielaborare mondi virtuali interattivi generati dall’intelligenza artificiale. Il progetto si basa su Genie 3, un avanzato world model sviluppato da Google DeepMind, capace di costruire ambienti dinamici che si evolvono in tempo reale mentre l’utente si muove e interagisce. A differenza dei classici scenari 3D statici, Project Genie genera continuamente il mondo davanti all’utente, simulando fisica, interazioni tra oggetti e coerenza ambientale, con applicazioni che spaziano dalla ricerca in ambito robotico all’animazione, fino alla narrativa e alla ricostruzione storica. Il prototipo è accessibile via web e integra anche Nano Banana Pro e Gemini, consentendo di creare mondi a partire da prompt testuali e immagini, esplorarli liberamente e remixarli partendo da ambienti esistenti. Trattandosi di una tecnologia ancora in fase iniziale, Google segnala alcuni limiti, come una durata massima delle sessioni, possibili imprecisioni rispetto alla fisica reale e un controllo dei personaggi non sempre fluido. L’accesso a Project Genie è in fase di distribuzione iniziale negli Stati Uniti per gli abbonati Google AI Ultra, con l’obiettivo dichiarato di ampliare progressivamente la disponibilità e arricchire le funzionalità nei prossimi aggiornamenti.
Il meglio di due mondi: il nuovo pulsante di Google Foto promette di riorganizzare davvero la tua galleria
Google Foto sta testando una nuova soluzione che punta a mettere d’accordo sia gli utenti curiosi dell’intelligenza artificiale sia chi preferisce un approccio più tradizionale alla ricerca dei contenuti. Al centro della novità c’è un pulsante dedicato che consentirà di passare rapidamente tra la ricerca conversazionale “Ask Photos”, basata su Gemini, e il classico sistema di ricerca dell’app. L’idea nasce dalle critiche ricevute dalla funzione AI, giudicata da una parte degli utenti poco intuitiva o meno immediata quando si tratta di trovare velocemente foto e video specifici. Secondo quanto emerso da un’analisi del codice della versione 7.61.0.860908034 di Google Foto, il nuovo selettore permetterà di disattivare l’assistente intelligente e tornare a un’interfaccia più essenziale, offrendo maggiore controllo sull’esperienza d’uso. Il pulsante dovrebbe essere posizionato nell’angolo superiore sinistro dell’app, rendendo l’alternanza tra i due approcci immediata e senza passaggi complessi. Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale da parte di Google e la funzione è ancora in fase di sviluppo, ma la direzione è chiara: lasciare all’utente la libertà di scegliere come organizzare e cercare i propri ricordi digitali, senza imporre l’AI come unica strada possibile.
Mondo Apple
iPhone pieghevole, Apple punta tutto sull’autonomia: batteria record da oltre 5.500 mAh
Il primo iPhone pieghevole, atteso secondo i rumor per la fine del 2026, potrebbe segnare un primato importante per Apple sul fronte dell’autonomia, integrando la batteria più grande mai vista su un iPhone. Secondo il leaker Instant Digital, la capienza dovrebbe arrivare a circa 5.550 mAh, un valore nettamente superiore agli attuali modelli top di gamma e pensato per compensare la maggiore complessità e i consumi tipici dei dispositivi foldable. Pur non raggiungendo i numeri estremi di alcuni concorrenti cinesi, la scelta appare coerente con la tradizionale ottimizzazione software di iOS e suggerisce la volontà di Apple di garantire un’esperienza d’uso solida e affidabile fin dal debutto nel segmento degli smartphone pieghevoli.
iPhone18Pro si vocifera di un obiettivo ad apertura variabile
Secondo le indiscrezioni più recenti, iPhone 18 Pro potrebbe finalmente introdurre un obiettivo ad apertura variabile, una soluzione di cui si parla ormai da due o tre anni e che rappresenterebbe un passo importante per la fotografia mobile firmata Apple. La tecnologia permetterebbe di adattare l’apertura dell’obiettivo alle diverse condizioni di luce, migliorando la gestione della profondità di campo e il controllo degli scatti in situazioni complesse. Si tratterebbe però di un debutto piuttosto tardivo, considerando che diversi top di gamma Android adottano già da tempo soluzioni simili. Resta da capire se Apple riuscirà, come spesso accade, a compensare il ritardo con un’implementazione particolarmente raffinata sul piano hardware e software.
Apple dice addio ai Pro Apps for Education: fine del bundle e svolta in abbonamento per studenti
Apple ha messo definitivamente la parola fine al pacchetto Pro Apps for Education, lo storico bundle pensato per il mondo accademico che consentiva di accedere con un pagamento unico alle versioni complete di software professionali come Final Cut Pro, Logic Pro, Motion, Compressor e MainStage. La rimozione è avvenuta in modo silenzioso, senza annunci ufficiali, ma segna un passaggio chiave nella strategia dell’azienda, che ora spinge studenti ed educatori verso la nuova Creator Studio Education Subscription. Il cambiamento comporta un impatto concreto sui costi nel lungo periodo, soprattutto per istituti e università che avevano fatto affidamento su una soluzione economicamente vantaggiosa, e conferma la volontà di Apple di allinearsi al modello in abbonamento già dominante nel settore del software creativo, trasformando anche l’ambito educativo in una leva sempre più centrale per il proprio ecosistema di servizi.
Komoot trasforma Apple Watch in un navigatore outdoor completo
L’ultimo aggiornamento di Komoot porta l’app direttamente su Apple Watch, trasformando l’orologio in un navigatore outdoor totalmente autonomo. Gli utenti possono ora accedere a mappe offline, ricevere indicazioni passo-passo e registrare percorsi senza bisogno di portarsi dietro lo smartphone, rendendo il dispositivo ideale per escursionisti, ciclisti e appassionati di attività all’aperto. Komoot, piattaforma molto diffusa in Europa per la pianificazione di percorsi escursionistici e ciclistici, consente con questa versione di sfruttare mappe ad alta risoluzione, con sentieri e dettagli stradali, sincronizzazione istantanea dei percorsi e integrazione con Apple Salute, oltre al supporto per Apple Water Lock per proteggere lo schermo da pioggia o spruzzi. Grazie a questa novità, l’Apple Watch diventa uno strumento completo per chi desidera esplorare la natura senza rinunciare alla praticità e alla tecnologia.
Mondo Samsung
One UI 8.5 alza l’asticella su foto e video: zoom video a 25x sul Galaxy S25 Ultra e nuovo editing della sfocatura
Con One UI 8.5 Samsung dimostra che il prossimo aggiornamento non sarà affatto di passaggio, introducendo miglioramenti concreti sia in fase di ripresa sia in post-produzione. Da un lato, sul Galaxy S25 Ultra arriva un potenziamento dello zoom video che potrebbe spingersi fino a 25x, un salto significativo ottenuto esclusivamente tramite ottimizzazioni software e già avvistato nella beta grazie alle indiscrezioni di Ice Universe, rendendo le riprese a distanza ancora più flessibili. Dall’altro, cambia l’approccio all’editing fotografico, in particolare per la gestione della sfocatura: One UI 8.5 centralizza definitivamente questo controllo all’interno dell’editor immagini, eliminando le scorciatoie precedenti e puntando su un flusso più coerente, ma anche più articolato.
Samsung conferma la linea Galaxy F70: nuovo corso con IA e focus sui creator
Samsung ha ufficialmente anticipato la serie Galaxy F70, attesa per una prima presentazione il 2 febbraio, segnando una profonda riorganizzazione della storica gamma F. Il rilancio punta su un’identità più chiara, orientata agli strumenti di intelligenza artificiale e alle esigenze dei creator, soprattutto nel competitivo segmento di prezzo più accessibile. La strategia, confermata attraverso una pagina dedicata su Flipkart, indica un’attenzione particolare all’esperienza fotografica e video, con funzioni software pensate per social e contenuti nativi, anche su hardware contenuto. La linea F70 dovrebbe così smarcarsi dal semplice ruolo di “derivata” delle serie Galaxy A e M, proponendo un pacchetto più mirato per il pubblico giovane, con IA integrata per migliorare scatti, video e workflow creativi direttamente dallo smartphone.
Samsung Galaxy S26: tutte le specifiche dei nuovi top di gamma tra design affinato, IA e chip di nuova generazione
La nuova gamma Samsung Galaxy S26, attesa al debutto ufficiale il 25 febbraio durante il Galaxy Unpacked di San Francisco, sarà composta da Galaxy S26, S26+ e Galaxy S26 Ultra e porterà con sé un’evoluzione mirata più che una rivoluzione, puntando su affinamenti strutturali, maggiore integrazione dell’intelligenza artificiale e una chiara differenziazione hardware. Galaxy S26 Ultra resterà il modello di riferimento, con design aggiornato soprattutto nell’isola fotografica ispirata al Galaxy Z Fold 7, display Dynamic AMOLED da 6,9 pollici Quad HD+, Snapdragon 8 Elite Gen 5, S Pen integrata, configurazione base da 256 GB e un comparto fotografico composto da sensore principale da 200 megapixel, ultrawide da 50 megapixel, periscopico 5x da 50 megapixel (con registrazione video migliorata) e teleobiettivo 3x da 10 megapixel, il tutto racchiuso in un corpo più sottile da 7,9 mm, leggermente più leggero e disponibile nelle colorazioni nero e cobalt violet. Galaxy S26 e Galaxy S26+ condividono invece design piatto, cornici uniformi, tripla fotocamera posteriore e gran parte dell’hardware, differenziandosi per dimensioni, display e batteria: il primo adotta un pannello Dynamic AMOLED da 6,3 pollici Full HD+, batteria da 4.300 mAh, dimensioni compatte e peso di 137 grammi, mentre il Plus sale a 6,7 pollici QHD+, integra una batteria da 4.900 mAh e raggiunge i 190 grammi. Entrambi montano Android 16 con One UI 8.5, partono da 256 GB di memoria interna, supportano Wireless Power Share e, in Europa, utilizzano il nuovo Exynos 2600 a 2 nm, già emerso su Geekbench con 3.314 punti in single-core e 11.450 in multi-core grazie a un’architettura deca-core all-big-core pensata per IA e multitasking avanzato, mentre in altri mercati resta prevista l’alternativa Snapdragon. Una strategia che anticipa anche il futuro, con Samsung pronta a riservare i chip Snapdragon esclusivamente ai modelli Ultra delle prossime generazioni, rafforzando la distinzione all’interno della gamma.