OpenAI compie un passo deciso verso il mondo accademico e scientifico con il lancio ufficiale di Prism, una nuova applicazione pensata per semplificare la scrittura e la gestione dei documenti LaTeX. Il progetto nasce dall’acquisizione di Crixet, piattaforma cloud già nota tra ricercatori e studenti universitari, ma fa un salto di qualità grazie all’integrazione diretta di GPT-5.2 Thinking, il modello più avanzato di OpenAI dedicato al ragionamento strutturato e ai compiti complessi. LaTeX è da decenni lo standard di riferimento per la pubblicazione scientifica, ma resta uno strumento ostico, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla scrittura di paper accademici. Comandi complessi, gestione delle equazioni, creazione di grafici vettoriali con TikZ e formattazioni rigorose sono spesso fonte di errori e perdita di tempo.
Prism nasce proprio per ridurre questa frizione, mantenendo la potenza di LaTeX ma rendendone l’uso più accessibile e fluido. A differenza di Crixet, che integrava un assistente AI proprietario chiamato Chirp, Prism sfrutta direttamente GPT-5.2, permettendo un supporto molto più profondo e contestuale. Durante la stesura di un documento, l’utente può ricevere suggerimenti in tempo reale sulla struttura del testo, sulla formattazione delle equazioni o sulla coerenza stilistica richiesta dalle principali riviste scientifiche.
L’AI non si limita a correggere il codice LaTeX, ma aiuta a comprenderlo e a migliorarlo. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione delle fonti. Prism è in grado di cercare in modo attivo la letteratura scientifica pertinente a un determinato argomento e di integrarla automaticamente nella bibliografia del paper. Un’operazione che, nella pratica quotidiana di un ricercatore, può richiedere ore di lavoro viene così notevolmente accelerata. OpenAI sottolinea però come la responsabilità finale resti sempre in capo all’autore, che deve verificare l’accuratezza delle citazioni ed evitare errori o riferimenti non corretti.
Nel corso della presentazione, OpenAI ha mostrato anche funzionalità che vanno oltre la semplice scrittura di articoli scientifici. Prism può trasformare un paper in una lezione universitaria completa, generando materiali didattici, spiegazioni semplificate ed esercizi per gli studenti. È una possibilità che apre scenari interessanti per il mondo dell’istruzione, ma che solleva anche interrogativi sull’equilibrio tra automazione e ruolo umano nella didattica e nella ricerca.
L’azienda è consapevole delle perplessità legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito scientifico, in particolare per quanto riguarda la qualità e l’affidabilità dei contenuti. Kevin Weil, vicepresidente per la scienza di OpenAI, ha ribadito come l’obiettivo non sia quello di sostituire il lavoro dei ricercatori, ma di integrare l’AI nei flussi di lavoro in modo trasparente, mantenendo controllo e responsabilità nelle mani degli utenti. Prism è già disponibile gratuitamente per tutti gli utenti con un account personale ChatGPT, con supporto a progetti illimitati e collaborazione in tempo reale. In futuro arriverà anche sui piani Business, Team, Enterprise ed Education, mentre Crixet non sarà più offerto come servizio separato. Con Prism, OpenAI prova a replicare nel mondo della ricerca scientifica l’impatto che strumenti come Codex hanno avuto nella programmazione. Se l’adozione sarà ampia e responsabile, Prism potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per chi vive quotidianamente tra paper, equazioni e pubblicazioni accademiche.