OpenAI torna al centro della scena tecnologica con una doppia mossa che guarda al futuro dell’intelligenza artificiale sia sul fronte hardware sia su quello dei servizi. Da un lato emergono nuove indiscrezioni sul primo dispositivo AI nato dalla collaborazione tra Sam Altman e Jony Ive, un progetto che ambisce a mettere in discussione un’icona come gli AirPods. Dall’altro, senza annunci roboanti, debutta ChatGPT Translate, un nuovo strumento che punta direttamente al cuore del dominio di Google Translate. Due novità diverse ma accomunate da un filo conduttore preciso: portare l’AI fuori dallo schermo e renderla sempre più centrale nella vita quotidiana.
Partiamo dall’hardware. Secondo quanto riportato dal noto leaker Smart Pikachu, la collaborazione tra il CEO di OpenAI e l’ex storico designer di Apple avrebbe dato vita a un progetto interno dal nome in codice “Sweetpea”. Si tratterebbe di un prodotto audio indossabile, non propriamente delle cuffiette tradizionali, pensato per posizionarsi dietro l’orecchio anziché all’interno del condotto uditivo. Una scelta che, se confermata, segnerebbe una rottura netta con il form factor dominante degli auricolari true wireless, aprendo a nuove possibilità in termini di comfort e interazione.
Le informazioni disponibili sono ancora frammentarie, ma il concept appare chiaro: Sweetpea sarebbe un dispositivo fortemente incentrato sull’assistenza vocale AI, probabilmente basata su ChatGPT, capace di gestire chiamate, riproduzione audio e funzioni di controllo avanzate. Il dettaglio più interessante riguarda il cuore tecnologico del prodotto, che secondo le indiscrezioni dovrebbe essere un chip a 2 nanometri, con architettura da smartphone e una possibile preferenza per soluzioni Exynos. Una scelta di questo tipo suggerisce l’ambizione di creare un dispositivo quasi autonomo, non necessariamente dipendente da uno smartphone per funzionare.
È proprio qui che il progetto Altman-Ive si gioca la partita più delicata. Il mercato ha già dimostrato di non essere indulgente con i tentativi di sostituire lo smartphone attraverso gadget AI dedicati, come dimostra il caso dell’Ai Pin di Humane. Per convincere gli utenti, Sweetpea dovrà offrire qualcosa che vada oltre una semplice imitazione delle migliori funzioni degli auricolari wireless, integrando l’AI in modo realmente utile e distintivo. Se il lancio previsto per l’autunno dovesse concretizzarsi, il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una nuova categoria di dispositivi premium basati sull’intelligenza artificiale.
Sul fronte software, OpenAI ha invece scelto un approccio decisamente più silenzioso. ChatGPT Translate è apparso quasi in sordina, ma rappresenta una mossa strategica di grande peso. Il servizio si presenta come un traduttore autonomo, con un’interfaccia familiare che ricorda da vicino quella di Google Translate, ma introduce un elemento chiave che fa la differenza: il contesto. Oltre alla semplice conversione da una lingua all’altra, ChatGPT Translate consente di adattare il testo al pubblico, al tono e allo scopo comunicativo, sfruttando appieno le capacità dell’AI generativa. Questo significa che una traduzione può diventare più formale, più semplice o più narrativa con un solo tocco, trasformandosi di fatto in un processo creativo assistito. È un cambio di paradigma rilevante, perché sposta l’attenzione dalla fedeltà letterale all’efficacia comunicativa, un aspetto sempre più cruciale in un mondo globale. Al momento, restano alcune limitazioni importanti, come l’assenza del supporto ai documenti, alle immagini e alle traduzioni vocali in tempo reale, ambiti in cui Google mantiene un vantaggio significativo.