Pebble torna a chiudere idealmente un cerchio che sembrava interrotto da anni, riportando sul mercato uno dei suoi modelli più iconici in una veste rinnovata e coerente con la filosofia che ha reso celebre il marchio. Con l’annuncio del Pebble Round 2, il progetto originario dello smartwatch circolare trova finalmente una continuità tecnologica e identitaria, dimostrando che c’è ancora spazio per un’idea di orologio intelligente diversa da quella dominante fatta di schermi OLED sempre accesi e ricariche quotidiane.
Il ritorno di Pebble non è improvvisato. Dopo il rilancio dei modelli Core 2 Duo e Time 2, il Round 2 rappresenta l’ultimo tassello di una strategia che punta a recuperare l’essenza del brand, aggiornandola quanto basta per renderla credibile nel 2026. Il risultato è uno smartwatch che non cerca di competere frontalmente con i colossi del settore sul piano delle funzioni sportive avanzate o dell’integrazione estrema con ecosistemi proprietari, ma che punta su leggibilità, autonomia e semplicità d’uso. Il design resta fedele all’idea originale di Pebble Round, ma con miglioramenti evidenti.
La cassa in acciaio inossidabile appare più curata nelle finiture e viene proposta in nero, argento e oro rosa, con spessori differenziati a seconda della variante. Il display e-paper a colori da 1,3 pollici, con risoluzione di 260 x 260 pixel, copre finalmente l’intera superficie frontale, eliminando quelle cornici che nel modello precedente risultavano sacrificanti. La maggiore definizione migliora la resa delle watchface e delle notifiche, mantenendo però uno dei punti di forza storici di Pebble: la leggibilità in qualsiasi condizione di luce, senza affaticare la vista.
Il vero salto generazionale, però, riguarda l’autonomia. Se il Time Round originale faticava a superare un paio di giorni, il Pebble Round 2 promette fino a due settimane di utilizzo con una singola carica. Un valore che oggi suona quasi controcorrente, ma che intercetta una crescente stanchezza degli utenti verso smartwatch potenti ma costantemente affamati di energia. In questo senso, Pebble continua a proporre un’idea di tecnologia più discreta, che accompagna la quotidianità senza imporsi.
Sul piano delle funzioni, il Round 2 resta volutamente essenziale. Sono presenti accelerometro e magnetometro per il monitoraggio di base di passi e sonno, sufficienti per chi desidera una panoramica generale delle proprie abitudini. Non è un dispositivo pensato per allenamenti strutturati o metriche avanzate, e Core Devices lo dichiara apertamente, evitando promesse fuori fuoco. Interessante invece la presenza di due microfoni, che consentono input vocali per rispondere ai messaggi o interagire con agenti di intelligenza artificiale. Al momento questa funzione è pienamente supportata su Android, mentre su iOS l’arrivo è previsto a breve anche in Europa.
Il Pebble Round 2 è anche un progetto fortemente simbolico. È l’ultimo firmato da Eric Migicovsky, fondatore storico di Pebble, oggi alla guida di Core Devices, e segna il ritorno ufficiale del marchio dopo il recupero del trademark da Google. La compatibilità con Android e iOS, il prezzo di 199 dollari e l’avvio dei preordini negli Stati Uniti, con spedizioni previste per maggio 2026, collocano il prodotto in una fascia accessibile ma non entry-level, coerente con il suo posizionamento.