Riforma scuola: sponsor, meritocrazia e stop al precariato

Sono allo studio nuove forme per il finanziamento del sistema scolastico. Prevista una revisione delle scuole professionali, con lo scopo di creare un nuovo rapporto tra cultura e istruzione. E' anche possibile detassare gli studenti negli istituti privati

Riforma scuola: sponsor, meritocrazia e stop al precariato

Nuove riforme sono allo studio per garantire l’abolizione del precariato e l’eliminazione delle supplenze, ritenute “agente patogeno del sistema scolastico, batterio da estirpare”. Fondamentale è rivedere il rapporto tra lavoro e istruzione professionale, sulla base del modello tedescoche funziona bene da trent’anni”. Le nuove regole prevedono la valutazione degli insegnanti per ciò che valgono e non solo per gli anni di lavoro che hanno alle spalle: è necessario dunque introdurre anche scatti di reddito ma basandosi su una rivalutazione della loro attività professionale. E allora, a questo punto, c’è il via per finanziare con fondi privati anche la scuola pubblica, e passare poi ad una valutazione. Vale quindi a dire “premiare chi fa, penalizzare chi non fa il suo dovere”.

Creare una fusione tra cultura e istruzione è indispensabile “per evitare che chi studia restauro finisca in un call center”. Per questo il nuovo programma prevede la creazione di scuole di specializzazione che sono strettamente collegate ad enti culturali, sulla base del modello francese. Nuove regole per risultati eccellenti ma anche finalizzati al lavoro e che prevedono la trasformazione del sistema attraverso una modifica dei programmi, oltre al potenziamento degli studi artistici, tra cui storia dell’arte e musica. Garantire una scelta educativa libera e senza condizionamenti è l’obiettivo di un sistema nuovo e altamente formativo.

Una particolare attenzione è da dedicare alle scuole medie inferiori, che necessitano di una ristrutturazione interna che migliori l’offerta formativa. Il ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Stefania Giannini ha scelto la platea del Meeting di CL per fornire indicazioni volte a far capire lo scopo da raggiungere, specificando che non si tratta di una riforma ma di una rivoluzione, una sorta di, come lei stessa ama definire, “rivisitazione rivoluzionaria delle regole del gioco”. La riforma sarà presentata ai ministri venerdì, e si spera possa essere condivisa per poterla portare a compimento.

In effetti, la scuola dovrebbe offrire non solo la formazione necessaria ma anche un indirizzo di lavoro reale, come succede in molti stati, che agevolano l’entrata nel mondo del lavoro con programmi specifici. Sarebbe una vera rivoluzione per un’Italia che finora ha sfornato tanti laureati lasciandoli in sospeso, senza offerte di lavoro adeguate alle preparazioni fornite e allo sbando in una società che non si rinnova.

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