Il latte fa male. E’ opinione comune che il latte sia l’alimento per eccellenza per combattere l’osteoporosi in quanto fonte di calcio. Ebbene secondo alcune ricerche non sarebbe proprio così.
Il latte è l‘alimento base per tutti i cuccioli di mammifero, ma solo l’uomo continua a consumarlo dopo lo svezzamento. Dagli Usa arrivano le ultime ricerche basate sul confronto tra due gruppi: i consumatori di latte e derivati e coloro che invece non lo consumano se non in piccole parti. Tra i componenti del primo gruppo si è rilevato un aumento del 30% dei rischi di sviluppo del cancro alla prostata.
Un ulteriore esperimento ha messo al confronto un gruppo di 50000 uomini, tra questi si è trovato un aumento del 70% dei rischi del cancro alla prostata; ma la percentuale era addirittura maggiore nei soggetti che consumavano circa 2g o più di calcio al giorno. Da queste ricerche si è messo in relazione il consumo di calcio con l’aumentare dei rischi che si sviluppi la malattia e secondo i nutrizionisti finlandesi l‘eccesso di calcio inibirebbe l’attivazione della vitamina D, essenziale per la salute della prostata.
Ma alla popolazione femminile non andrebbe meglio, a quanto sembra il consumo eccessivo di calcio aumenterebbe il rischio di tumori al seno. Tutto questo non vale nel periodo di gravidanza e allattamento, periodo nel quale il calcio è essenziale per lo sviluppo delle ossa del bambino.
Ma dalla parte del latte si schiera Gregory Miller, vice presidente del National Dairy Council, il quale sosterebbe che il consumo di latticini avrebbe un effetto benefico per le ossa, ridurrebbe la pressione arteriosa e diminuirebbe il rischio di cancro al colon. Miller sostiene inoltre che ci sono troppe variabili, ancora sconosciute, circa lo sviluppo del cancro in quanto ci potrebbero essere altri fattori ambientali scatenanti.
Quindi il consumo di latticini fa bene o fa male? Le ricerche effettuate fin ora non danno risposta certa sui benefici o meno del loro consumo, sostiene il dottor Francesco Cipriani dell’Agenzia Regionale della Sanità. E allora come dovremmo fare? Il dottor Cipriani risponde che dato che dalle ricerche non si hanno conferme definitive sarebbe buona norma moderare il consumo di latticini senza però escluderli del tutto dalla nostra dieta.