Avere dei chili di troppo rappresenta un grosso problema, non solo per una questione estetica ma anche e soprattutto per una questione di salute (i chili in eccesso possono ad esempio compromettere il corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare). Non sottovalutare la prevenzione, una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo rappresentano i primi passi nella lotta contro il sovrappeso e l’obesità. Tuttavia questo, nei casi più estremi, potrebbe non essere sufficiente.
Per questo motivo la scienza sta cercando una terapia, farmaci in particolare, che consentano di ridurre l’accumulo di grasso in coloro che hanno un Indice di Massa Corporea (IMC) che supera il valore di trenta. Di recente è stata illustrata sulla nota rivista scientifica Biomacromolecules una ricerca condotta da un team di esperti dell’American Chemical Society. Lo studio in questione è stato condotto ponendo particolare attenzione ai polimeri che sequestrano le micelle, ovvero i lipidi che si formano nell’intestino in seguito alla digestione. Dunque i ricercatori hanno cercato di creare dei prototipi di farmaci che “sequestrando” gli aggregati di lipidi in eccesso sono in grado di diminuire l’ingresso dei lipidi nelle cellule e quindi di tenere sotto controllo l’aumento del peso corporeo.
Una prima versione del farmaco è stata sperimentata sui topi; dal test sui topi si è notato come le feci dei topi che avevano assunto il farmaco contenessero una quantità di trigliceridi, che rappresentano la tipologia di grassi più diffusi nel cibo, di circa nove volte minore rispetto a quella trovata nel gruppo di topi non trattati.
Se l’efficacia del farmaco dovesse essere confermata successivamente, potremmo dire di aver trovato una cura dall’azione molto più potente rispetto a quelle già presenti sul mercato per la cura dell’obesità, tra cui figurano farmaci che limitano l’assunzione di cibo (sibutramina) e farmaci che invece riducono l’assorbimento di nutrienti (Orlistat). Restano però dubbi riguardanti i costi del nuovo farmaco e gli eventuali effetti collaterali.