Ecco la “dieta scientifica”: stop alla pancia gonfia

All'EXPO di Milano è stata presentata la dieta scientifica per ridurre la pancia gonfia: è sufficiente eliminare gli alimenti FODMAP (ovverosia ad alta capacità di fermentazione) dalla propria dieta, per apprezzare ottimi risultati nel giro di un solo mese

Ecco la “dieta scientifica”: stop alla pancia gonfia

Quando si parla di diete, molto spesso ognuno sarebbe portato a dare la propria versione, e spessevolte capita di sentirne anche più d’una dalla stessa persona, a seconda dei risultati che si intende conseguire. Ogni giorno infatti si viene bombardati dai consigli di esperti di alimentazione, nutrizionisti, personal trainermedici e persino semplici “appassionati” delle questioni alimentari, che promettono metodi efficacissimi per rimettersi in forma.

In realtà, ad onor del vero, molte delle diete proposte sono effettivamente valide, ed i consigli più indicati per mantenersi in buone condizioni fisiche oramai non rappresentano più un mistero. Ma una nuova ricerca, illustrata in occasione dell’EXPO di Milano, ha proposto di vedere la dieta sotto una nuova prospettiva.

La maggior parte delle tecniche tradizionali si focalizzano infatti sul consumo della massa grassa, proponendo regimi alimentari atti a ridurre i depositi di lipidi senza perdere la preziosissima massa magra (uno degli errori più comuni è infatti quello di saltare saltuariamente i pasti senza alcun criterio, cosa che fa perdere sì peso, facendo però consumare pochi grassi). Tutto corretto ovviamente, niente da discutere.

Ma la cosiddetta “dieta scientifica” in questione promette di affrontare il problema da un altro punto di vista. Perché se la riduzione dei depositi di grasso è senz’altro uno degli obiettivi fondamentali di qualsivoglia dieta, non è di certo l’unico. Quante volte, ad esempio, ci si è trovati ad avvertire un disagiante gonfiore addominale, pur non presentando grandi depositi di grasso in quelle zone?

Tutto sarebbe da ricondurre ai gas prodotti dalla fermentazione dei cibi nell’intestino, capaci di dare un senso di gonfiore che, oltre a compromettere il fattore estetico, può causare ulteriori problematiche. Per questo la dieta proposta da Enrico Stefano Corazziari, gastroenterologo dell’Università La Sapienza di Roma, verte sull’eliminazione dei cibi FODMAP (ovverosia ad alta capacità fermentativa).

Legumi e verdure come carciofi, broccoli, aglio, segale e frumento, lattosio, cavolfiori, funghi, ma anche frutta come cachi e anguria, nonché mele, pere, pesche e manco, ciliegie e susine, per Corazziari sarebbero tutti da evitare. Questi alimenti sarebbero infatti responsabili del gonfiore addominale a causa della loro alta capacità fermentativa.

Lo stesso gastroenterologo ha dichiarato che, grazie a questo specifico regime alimentare, chi aveva problemi di pancia gonfia poteva apprezzare una diminuzione del 40% dei giorni in cui il fenomeno si presentava nell’arco di un solo mese. “Lo studio è stato condotto su persone con intestino irritabile-ha affermato Corazziari-ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”.

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