Rinvio ddl “Buona Scuola”: anno scolastico a rischio

E' possibile il rinvio della riforma Renzi-Giannini riguardante la scuola di un anno. I danni che provocherebbe sono notevole. Anche in caso di accettazione si andrebbe incontro a notevoli riscontri negativi

Rinvio ddl “Buona Scuola”: anno scolastico a rischio

A rischio l’avvio del prossimo anno scolastico: la notizia non ci giunge dai sindacati e dai docenti, bensì dai dirigenti scolastici che ieri hanno inviato delle comunicazioni scritte al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, manifestando tutte le loro perplessità riguardante il problema scaturito.

Secondo l’Associazione Nazionale Presidi, il rinvio di un anno del progetto Buona Scuola ideato da Renzi e dalla Giannini potrebbe avere pesanti ripercussioni sul lavoro nelle scuole.

E’ possibile, infatti, che nei prossimi giorni i dirigenti scolastici di tutta Italia potranno scendere in piazza per farsi sentire e manifestare contro l’eventuale “ritardo”. L’Anp afferma, al riguardo, “Apprendiamo, dalle dichiarazioni del Presidente del consiglio dei ministri, l’intenzione di ritirare il disegno di legge e di avviare nel prossimo mese di luglio una nuova consultazione preliminare ad eventuali decisioni nel merito del provvedimento. Tale intenzione, se confermata, avrà un impatto immediato su un adempimento al quale le scuole stanno lavorando in questi giorni, in vista della sua prossima scadenza: la compilazione del Rapporto di AutoValutazione, nel quale è prevista l’individuazione di priorità nell’ambito degli esiti di apprendimento degli studenti e l’adozione di obiettivi di processo idonei al loro miglioramento”.

I presidi continuano denunciando gli sprechi che questa frase del processo potrebbe eventualmente causare: basti pensare al bisogno di un organico dell’autonomia rinforzato. Le scuole hanno bisogno di sapere se avranno o meno a disposizione le risorse umane previste dalla Buona Scuola o se dovranno arrangiarsi con il corpo docenti già esistente.
A prescindere dal rinvio di un anno o dall’approvazione in extremis, il prossimo autunno nelle scuole prevede un clima “bollente”. Per questo motivo, l’Anp chiede al Ministero di rinviare la scadenza, il 30 giugno, della compilazione e pubblicazione del Rav, tenendo conto del fatto che i dirigenti scolastici “non potranno che provvedere agli adempimenti di loro competenza, preliminari all’avvio del prossimo anno scolastico, solo nella misura minima che risulti eventualmente compatibile con le informazioni in loro possesso quanto a norme, regole e risorse su cui contare”.

Questi ultimi, inoltre, tengono a precisare che, secondo la legge di stabilità del 2015, erano state introdotte nuove misure di risparmio (tra cui abolizione degli esoneri, divieto di nominare supplenti sui primi giorni di assenza, riduzione nel numero degli amministrativi).
La situazione presentataci dai presidi delle scuole italiane sembra ancora più complicata: potrebbe (anzi sicuramente accadrà) scatenarsi il caos anche, e soprattutto, con l’appovazione della riforma. Le scuole non hanno confezionato il Pof triennale previsto dalla Buona Scuola e se dovessero farlo entro luglio non è detto che le scuole riescano ad organizzarsi affinché i 100mila precari vengano assunti prima di settembre. Inoltre, gli albi territoriali potrebbero non partire e i presidi non completare l’organico di autonomia e organizzare tutte le attività scolastico entro settembre.

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