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Riciclo del pane: arriva la birra fatta con gli avanzi dei panifici

Contro gli sprechi alimentari nasce una nuova versione della birra che include, nella propria formula di produzione, il pane raffermo avanzato nelle panetterie e nei supermercati.

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Pubblicato il 26 maggio 2017, alle ore 23:34

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Riciclo del pane: arriva la birra fatta con gli avanzi dei panifici
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Sebbene sia uno spreco inaudito ed inaccettabile, più del 40% del pane prodotto quotidianamente, a fine giornata viene gettato nelle pattumiere. La battaglia contro lo spreco alimentare però si sta concretizzando grazie alla geniale idea di un cittadino britannico, il quale ha creato una particolare birra ottenuta proprio dal pane raffermo.

Il geniale inglese in questione si chiama Tristram Stuart e da anni lotta contro lo spreco alimentare insieme alla sua associazione ‘Feedback’. In seguito ad una vacanza in Belgio, laddove si è documentato sui segreti dell’alta fermentazione della birra, Tristram Stuart ha voluto avviare una produzione propria di birra a base di pane.

Occorre innanzitutto sottolineare che l’antica ricetta della “birra al pane” nasce dalla tradizione babilonese e non è un’invenzione e/o brevetto del suddetto cittadino britannico. Per mettere in pratica il suo progetto esclusivo, il pane avanzato negli ipermercati e nelle panetterie viene affettato e sbriciolato, per essere in seguito abbrustolito e lasciato fermentare insieme all’orzo, al luppolo e al lievito.

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Il risultato è una birra dal sapore autentico, non eccessivamente amaro, con gradevoli note di caramello conferite dal pane stantio. Il sentore di malto e luppolo è forte rispetto alla classica birra tradizionale.
La suddetta birra è stata battezzata “Toast Ale” ed è stata immessa in commercio al costo di 3 sterline a bottiglia. Inizialmente la distribuzione è partita presso i pub, i bar, i ristoranti e le birrerie.

Il successo della “birra al pane” è stato superiore alle aspettative, tanto da indurre Tristam Stuart ad una produzione superiore e massiccia, per poter esportare anche a New York e in Sudafrica.

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Cosa ne pensa l’autore

Gloria La Barbera - Occorre specificare che, rispetto alla classica birra, nella "Toast Ale" c’è una maggiore quantità di glutine, per cui - nell'interesse della salute dei celiaci - si deve prestare attenzione a specificarlo. Ritengo inoltre che produrre birra con gli scarti del pane conviene sia in termini economici, che in termini ambientali, poiché avviare una produzione da un prodotto finito implica una riduzione dello sfruttamento intensivo dei campi di grano a causa dei birrifici.

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