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Il diritto alla salute della Costituzione è battuto dal profitto

La Costituzione italiana prevede all'articolo 32 il diritto alla salute dei propri cittadini, ma spesso questo diritto viene messo al tappeto dalle logiche del profitto e di convenienza che entrano anche in questo settore.

Salute
Pubblicato il 15 giugno 2017, alle ore 20:49

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Il diritto alla salute della Costituzione è battuto dal profitto
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L’articolo 32 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. I cittadini, in questi anni, non vedono sempre gli effetti questo diritto esercitato dallo Stato.

Il Sistema Sanitario Nazionale è entrato a tutti gli effetti in vigore dal 1978 sulla base della fiscalità generale e da allora sono stati istituiti i ticket sanitari sui farmaci e sulle prestazioni mediche che costituiscono delle vere e proprie tasse sulla salute, le quali fanno partecipare anche i cittadini al funzionamente della sanità pubblica.

Dal 1993, però, sono stati introdotti principi di imprenditorialità privata con la quale i manager della sanità devono cercare di far rendere profitto alle proprie aziende della salute pubblica: a causa di questo sistema si è creato un giro di interessi collaterali non sempre chiari con figure private e si è spinto sull’acceleratore per quanto riguarda i ticket pagati dai cittadini.

Anni fa il film del regista Michael Moore “Sicko” metteva l’Italia come secondo sistema più efficiente al mondo dopo la Francia. Oggi, purtroppo, dopo i numerosi scandali in Lombardia, Lazio ed in tutta Italia, il nostro modello di welfare della salute ha perso decine di posizioni ed è diventato un sistema inefficiente dove spesso le tasse imposte ai cittadini risultano eccessive alle prestazioni fornite da questo sistema.

Il nostro sistema sanitario, secondo numerosi calcoli di economisti, potrebbe risparmiare ben 22,5 miliardi di euro – una cifra impressionante – all’anno spesi in inutili voci di bilancio, con i quali si potrebbe cancellare in toto il ticket dovuto dai cittadini. Ma è chiaro che molti manager e alti quadri, capireparto e medici altolocati ci marciano in questo sistema perverso ed i loro guadagni extra, leciti o sotto forma di tangenti, sono pagati tutti dai poveri cittadini che non riconoscono più questo sistema come valido e ben funzionante.

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Cosa ne pensa l’autore

Claudio Bosisio - Il Sistema Sanitario Nazionale non gode purtroppo di buona salute. I ticket spesi dai cittadini spesso non giustificano gli scarsi mezzi e le modeste prestazioni messe in atto da numerose aziende sanitarie locali. I continui tagli alla sanità sono spesso il frutto messe in atto da manager alla caccia di profitto e di reddito personale. E' necessario riformare questo sistema in modo che il Governo centrale possa licenziare i manager improduttivi e quelli che compiono condotte contrarie al regolare funzionamento della sanità pubblica.

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