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Pappagallo avvelena tre cani ingannandoli con un’imitazione

Il pennuto - involontariamente - stava per mettere in atto il delitto perfetto in stile british: non è stata Miss Marple a smascherarlo e neppure Hercule Poirot, semplicemente degli acini d'uva.

Natura e Animali
Pubblicato il 18 aprile 2017, alle ore 13:42

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Pappagallo avvelena tre cani ingannandoli con un’imitazione
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Poteva essere il delitto perfetto, Agatha Christie avrebbe applaudito l’ingegno. A Nutley, in Gran Bretagna, un pappagallo ha avvelenato – accidentalmente – tre cani imitando la voce del loro proprietario per attirare la loro attenzione e lanciarli degli acini d’uva.

Tale frutto contiene una sostanza che può condurre all’ insufficienza renale acuta i cani, uccidendoli velocemente, soprattutto se ingerito in notevoli quantità. I due maltesi – Boris e Cassidy – e lo shih tzu – Gus – della signora Finch erano prossimi a tale fine. La donna un pomeriggio era uscita per delle commissioni, i tre cuccioli erano rimasti da soli con il pappagallo cenerino: tornata a casa ha trovato i cani riversi a terra, in condizioni preoccupanti.

Dal cesto della frutta mancava un grappolo d’uva e il raspo si trovava a terra dinnanzi al trespolo dell’uccello: la pistola fumante del delitto. Il pappagallo aveva colpito. Immediatamente ha portato i cani al pronto soccorso veterinario di Portland, ove sono stati curati con flebo e carbone attivo, che aiuta a smaltire le tossine in eccesso. I loro reni erano vicini alla compromissione, la terapia li ha salvati, dopo due giorni di ricovero sono tornati a casa.

Sono rimasta inorridita quando ho capito cos’è successo. Peaches è un fantastico imitatore della mia voce e deve aver iniziato a chiamare i cani come faccio io per dargli la pappa, tirandogli gli acini d’uva dal suo trespolo. E’ stata una situazione davvero terribile. E d’ora in poi l’uva è assolutamente bandita da casa nostra”.

Dosi minime di uva, uvetta e uva passa possono provocare insufficienza renale acuta, anche se ancora non è ben chiaro il motivo patogenetico alla base di tale reazione. Inizialmente si pensava a contaminazione dell’uva con pesticidi, funghi, lieviti, agenti tossici, il problema sussiste anche con l’uva coltivata nel giardino, per cui sono le sostanze all’interno del frutto la causa dell’insufficienza renale acuta. I sintomi sono: abbattimento, letargia, vomito, diarrea, dolori addominali.

La veterinaria Anna Garvey ha detto “La signora Finch ha fatto bene a portarli da noi in fretta, in questo modo siamo riusciti a eliminare la maggior parte delle tossine prima che causassero dei problemi irreversibili”.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Il pappagallo geloso voleva sbarazzarsi dei pretendenti per avere l'amore della padrona tutto per sé. Questa notizia bizzarra mette in evidenza l'estrema pericolosità dell'uva per i cani, non tutti i padroni conoscono la sua nocività, candidamente possono ritenerla frutta innocua. Il nostro amico pennuto sarà probabilmente spostato in un'altra stanza, lontano dalle povere vittime.

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