Camillo è un cane disabile che, prima di conoscere Alessandro Ortolan, viveva la sua vita senza più essere in grado di provare la gioia di potersi spostare da solo. Così come molti altri animali rimasti paralizzati in seguito ad incidenti particolarmente traumatici o a patologie che hanno coinvolto gli arti o la colonna vertebrale, anche Camillo aveva conosciuto l’amarezza dell’immobilità.
Si tratta di una condizione altamente distruttiva per un animale, che al contrario dell’uomo non ha quella capacità di astrazione tale da permettergli di potersi godere la vita pur senza spostarsi fisicamente. Anzi, per molti cani, correre è l’apoteosi della felicità, e ne saprà sicuramente qualcosa chi ha avuto la fortuna di condividere una parte della propria esistenza con uno di loro.
Per questo Alessandro Ortolan, 51 anni, ha deciso di dedicarsi ad una missione ben precisa: aiutare gli animali paralizzati a tornare a camminare autonomamente. Alessandro, residente a Treviso, non è un medico ma si è specializzato nella realizzazione di appositi carrellini che fungono grossomodo da “sedie a rotelle per animali”.
“Il mago dei carrellini“, così è conosciuto Ortolan, che grazie a questa sua iniziativa, ed alla straordinaria competenza nel suo lavoro, è riuscito a mettere in piedi un’impresa diventata negli anni famosa in tutto il mondo. Molti proprietari di animali domestici paralizzati si rivolgono infatti a lui affinché costruisca uno dei suoi congegni per il loro amato compagno di vita.
Il prezzo medio delle creazioni del “mago dei carrellini” non è alto, al contrario: di solito il costo si assesta tra i 200 ed i 250 euro. Un’inezia, se paragonati alla felicità che si può vedere sul viso di un cane, un gatto o un altro animale quando scopre di poter tornare a camminare.
Ortolan ha inoltre aperto la prima Casa famiglia per cani disabili nel 2014 a Padova, un centro a cui è stato dato il nome “Il Fagiolo di Piccolo e gina“, e Camillo – un basset-hound di Finale Ligure reso immobile da due ernie al disco – è soltanto l’ultimo dei suoi simpatici “pazienti“.