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Tempi duri per i “furbetti del cartellino” adesso licenziabili

Il Consiglio dei Ministri sblocca il decreto Madia frenato dalla Consulta. Pronti i decreti bis relativi alle partecipate e ai furbetti del cartellino. Fermi i provvedimenti relativi ai dirigenti medici delle Asl.

Lavoro
Pubblicato il 19 febbraio 2017, alle ore 10:46

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Tempi duri per i “furbetti del cartellino” adesso licenziabili
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I furbetti del cartellino adesso licenziabili. Il governo raddrizzata il tiro e sblocca la riforma Madia frenata dalla Consulta. Via libera ai licenziamenti immediati per i dipendenti assenteisti.

In sostanza i dipendenti della pubblica amministrazioni sorpresi a marcare il badge come presenza al lavoro, simulandola, verranno licenziati tempestivamente entro 30 giorni. Infatti, sarà applicato nell’immediato un provvedimento disciplinare che prevede per i dipendenti assenteisti senza giusta causa, la sospensione in 48 ore, con successivo licenziamento entro 30 giorni.

Il provvedimento investe anche il dirigente responsabile: se non denuncia il dipendente “furbetto” entro 48 ore, rischia il licenziamento per reato di omissioni in atti d’ufficio.

Il decreto bis prevede “l’obbligo di comunicazione dei provvedimenti disciplinari all’Ispettorato per la funzione pubblica entro 20 giorni dall’adozione degli stessi”. Un provvedimento che garantirà un monitoraggio sulla realizzazione della riforma. Tutti gli elementi necessari ad evidenziare la condotta dei dipendenti saranno elaborati attraverso l’utilizzo di sistemi informatici, che evidenzieranno tutte le sanzioni, i richiami e le sospensioni.

Una morsa stretta sui dipendenti “furbetti” che da oggi, simulando la prestazione al lavoro con l’utilizzo improprio del cartellino, rischiano il licenziamento in 30 giorni. Finita la classifica dei dipendenti “fannulloni”, se non ottemperano le loro funzioni rischiano di trovarsi senza lavoro.

Introdotto anche il risarcimento per danno d’immagine; infatti, il dipendente assenteista al lavoro senza giusto motivo oltre al licenziamento lampo, dovrà risarcire l’amministrazione pubblica. La Corte dei Conti potrà avviare un procedimento per danno d’immagine entro 150 giorni dall’avvenuto licenziamento.

Nuovi provvedimenti riguardano la falciata alle società partecipate. Gli enti pubblici – entro il 30 giugno 2017 – dovranno presentare l’elenco dei tagli da effettuare relativo alle società in questione. Nella medesima data, le amministrazioni pubbliche dovranno redigere un apposito elenco dei dipendenti in esubero.

Al momento resta fermo il provvedimento relativo alla nomina dei dirigenti delle Asl; la norma prevede che i manager vengano scelti attraverso una short-list.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonella Tortora - La storia infinita del nostro Paese. Un Governo che si stanca dei dipendenti infedeli ed emana un provvedimento che sia d’esempio pronto a punire chi non compie il proprio lavoro. Interviene la Consulta annullando una norma ben voluta da chi lavora tutti i giorni. Il Governo corregge di nuovo il tiro e finalmente punisce chi ha un posto di lavoro per optional preoccupandosi solo di ritirare lo stipendio. Ben vengano tutti i controlli mirati nella pubblica amministrazione sia per i dipendenti “furbetti” che dei dirigenti responsabili degli uffici. Troppo spesso sono stati compiacenti rivolti con lo sguardo altrove senza intervenire contro il mal costume dei dipendenti.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

21 febbraio 2017 - 22:37:12

Era ora.

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