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Unipapiro, ecco la tradizione patavina della lettura del Papiro

V'è una curiosa tradizione goliardica, in quel di Padova, ruotante attorno a coloro che si laureano: si chiama "lettura del Papiro", ed è un momento di transizione, e di autoironia, che riguarda i neo-laureati. Questa ne è la storia, con relativo concorso Web!

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 1 marzo 2017, alle ore 17:41

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Unipapiro, ecco la tradizione patavina della lettura del Papiro
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Una delle più antiche tradizioni dei neo dottori patavini consiste nella “lettura del Papiro”, un momento goliardico che è anche un rito di passaggio: l’antica tradizione che si cela dietro questo momento è stata raccolta e documentata dall’associazione Unipapiro, il cui portale si propone di dare dignità formale, e divulgazione, a questo memorabile momento della vita personale, e sociale.

Il portale in questione, reperibile all’indirizzo “unipapiro.it”, propone diverse sezioni importanti, tra le quali girovagare incuriositi. Partendo da “Chi siamo”, oltre a conoscere i vari “membri” dello staff, è possibile conoscere qualche dettaglio in più su una consuetudine che risale addirittura al ‘600 e che, solo verso la fine del 1800, si è fatta tradizione, assumendo tutta una ritualistica completa

Secondo quest’ultima, il neo laureato – ovunque si trovi – verrà addobbato adeguatamente, in una via di mezzo tra un albero di Natale e un clown, abbeverato a dovere (o soggetto ad altre “punizioni”, qualora si interrompa, protesti, o commenti), e messo di fronte all’ingrato compito di leggere un papiro, che contiene anche la caricatura del medesimo, in cui sia gli amici che i parenti hanno raccolto una serie di aneddoti sulla vita accademica del malcapitato

La tradizione in questione è stata oggetto anche delle simpatiche tavole del disegnatore Tito Bignozzi che, in due volumi, ha raccolto le sue caricature: queste ultime, costituite dal protagonista del Papiro, con – intorno – momenti e luoghi di Padova, e versi in dialetto locale, sono state pubblicate anche nella sezione “Archivio Storico” del portale in oggetto. 

Portale che ha lanciato una simpatica iniziativa, i cui estremi sono consultabili nella sezione “Contest”: quivi, sarà possibile partecipare a un concorso sia in qualità di “lettore mascherato”, che di “disegnatore che sussurrava ai dottori”. Nel primo caso, andrà inviata una foto che documenti il dottore travestito nell’atto della lettura, in modo da ottenere un premio “inutile” per il mascheramento più ridicolo, mentre – nella seconda categoria – potranno partecipare i caricaturisti che hanno immortalato il momento della “lettura” e, anche in questo caso, un premio “inutile” verrà conferito – sempre entro il 31 Marzo – all’illustratore più dissacrante e creativo (sempre che qualcuno possa battere Bignozzi). 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - A dire il vero, non conoscevo questa tradizione, e mi è capitato di leggerne gli estremi solo di recente. Tuttavia, trovo sia un qualcosa di estremamente simpatico da farsi: ricordo ancora il momento della mia laurea a Salerno, un po' troppo formale, anche nell'epilogo, e - per questo motivo - invidio davvero molto gli studenti patavini che, nel corso del tempo, hanno saputo inventarsi questa tradizione locale che assolve a molteplici funzioni: rito di passaggio, capacità di mettersi in discussione e di fare autoironia, momento collettivo, elemento di connessione con la città, i suoi colori, odori, e suoni. Credo che una "lettura del Papiro" dovrebbe esistere in ogni università, calandosi - ovviamente - nella realtà del luogo.

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