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Scuola: cronaca di una mercatizzazione, parte 1

Un viaggio e una riflessione sui problemi di una scuola sempre meno al servizio dei cittadini e dello Stato e sempre più al servizio del Mercato.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 15 luglio 2013, alle ore 00:04

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Scuola: cronaca di una mercatizzazione, parte 1
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Un viaggio e una riflessione sui problemi di una scuola sempre meno al servizio dei cittadini e dello Stato e sempre più al servizio del Mercato.

Roberto Renzetti, docente e ricercatore, ha scritto molto sulla crisi della scuola dal suo sito Fisicamente. Nel suo recente e appassionato “la scuola al servizio dei mercati” sintetizza lo stato dell’arte dello smantellamento ideologico dell’istruzione pubblica.

Proviamo a comporre il mosaico di questo “sacco” un po’ alla volta utilizzando come traccia lo studio di Renzetti.

Retroscena Internazionali:

Si parte dal 1992, quando ci fu una specie di reset per il mondo come lo conscievamo: la caduta dell’URSS. Il compromesso sociale ad alto tasso di tutele, la Socialdemocrazia, perde il suo garante geopolitico e per il capitale si concretizzano nuovi e succulenti scenari di conquista. Aumenta il potere degli Usa che, senza concorrenti militari, solidificano la propria egemonia bellica a suon di bombe e radicalizzano la battaglia economica, laddove i fucili non potevano essere utilizzati. La pianificazione della spietata supremazia Usa è raccontata da tanti protagonisti, come Zbigniew Brzezinski, consigliere di Kissinger e Carter, autori di testi ad uso imperialista come “The Grand Chessboard: American Primacy and Its Geostrategic Imperatives”.

E l’Europa? L’Europa deve essere periferia dell’Impero, assogettata.

E cosa centra col nostro discorso? Cosa centra con la scuola? Un po’ di pazienza e ci arriviamo.

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